UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

La rete europea cristiana per l’ambiente (ECEN)


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31 Maggio 2000

La Rete europea cristiana per l'ambiente è un frutto della Seconda Assemblea Ecumenica Europea, che si è svolta a Graz nel giugno 1997. Uno dei principali sei temi di questa assemblea era la testimonianza delle chiese nei confronti dell'ambiente. Durante l'assemblea è diventato chiaro che le chiese europee hanno bisogno di collaborare più strettamente sui temi ambientali in modo da essere più incisive. Questo ha portato alla raccomandazione "di organizzare una Rete europea di responsabili dell'ambiente" (Documento finale dell'assemblea di Graz - Raccomandazione 5.4). Naturalmente la consapevolezza della necessità di una maggiore collaborazione ecumenica non era interamente nuova. Già negli anni precedenti l'assemblea di Graz, si era svolta una seria di importanti conferenze ambientali ecumeniche. In particolare ne citiamo qui tre: la conferenza di Mulheim nell'aprile del 1995, la conferenza di Creta 'Ambiente e sviluppo - una sfida al nostro stile di vita' del giugno 1995, e la conferenza 'Cristianesimo e Europa sostenibile' che si è svolta alla accademia San Francesco d'Assisi a Eichestatt, nell'ottobre 1996. Queste conferenze sono servite in molti modi come preparazione all'assemblea di Graz. Durante l'assemblea di Graz, un piccolo gruppo di persone di paesi e chiese europee diverse, tra cui la chiesa cattolica, si sono riunite informalmente per discutere la possibilità di creare una Rete, secondo la raccomandazione dell'assemblea. Questo gruppo si è auto-nominato "gruppo di iniziativa per la Rete". Esso si è incontrato diverse volte in alcune città europee nell'anno successivo all'assemblea di Graz. Si è preparata una prima conferenza ecumenica pan-europea in cui la Rete è stata fondata, nell'ottobre 1998 a Vilemov, nella Repubblica Ceca. Circa 60 partecipanti di 24 paesi dell'Europa dell'Ovest e dell'Est, rappresentanti della Chiesa ortodossa, protestante, romano cattolica e anglicana. L'ultimo giorno della conferenza la Rete è stata ufficialmente fondat a con il nome "Rete Cristiana Europea per l'ambiente". Durante la conferenza inaugurale a Vilemov, si è svolta una lunga discussione sulla questione spesso sollevata del perché le chiese si dovrebbero impegnare in questioni ambientali. Quali sono le motivazioni teologiche perché i cristiani si impregnino per l'ambiente? A Vilemov è risultato chiaro che ci sono diverse prospettive teologiche. Tuttavia è emerso anche che la testimonianza che si ispira alla Parola di Dio deve inevitabilmente condurre alla salvaguardia e alla cura della vita, creazione di Dio. Naturalmente la discussione di Vilemov è stata solo un inizio: il dibattito teologico deve essere continuato nel futuro. Desidero tuttavia richiamare alcuni punti di fondo della discussione di Vilemov. Come esseri umani siamo parte della creazione di Dio, ma a noi è affidato un mandato speciale. Dio "ha parlato" all'uomo (Gentile. 1, 28); noi siamo stati resi capaci di rispondere e siamo divenuti responsabili. A noi perciò è affidato il dono di Dio, il mondo, ma noi dobbiamo condividerlo con le altre creature viventi e con le generazioni future. Al fine di comprendere e di agire in conformità a questo evento, è necessaria la sapienza - "inizio dell'opera di Dio" (Proverbi, 8,22 seg.). Dobbiamo scoprire le tracce della sapienza divina che riempie tutta la creazione. Solo così noi cominceremo a riconoscere l'intrinseco valore di ogni creatura, come pure le conseguenze distruttive di ogni attività umana e dell'avidità. Come cristiani, dobbiamo dare un nome e opporci a queste forze di distruzione, e proteggere la terra. creazione di Dio. Ma perché dovremmo fare questo a livello europeo? chiaramente la distruzione dell'ambiente trascende i confini nazionali. La crisi ecologica mondiale richiede un'analisi congiunta, sforzi comuni e coordinati e azioni concertate nella solidarietà. La chiesa, come comunità che trascende i confini nazionali, ha la vocazione di fare appello alla solidarietà internazionale ed euro pea. Una testimonianza comune delle chiese a livello europeo contribuisce alla sostenibilità dell'Europa come parte del lavoro verso la sostenibilità del mondo. Questa testimonianza comune per la sostenibilità è, in sintesi, lo scopo della Rete ecumenica cristiana per l'ambiente. La Rete cerca di suscitare la consapevolezza ambientale e l'impegno dei cristiani in Europa, identificando ed analizzando i nodi ambientali e suggerendo alle chiese i nodi per affrontarli. Così, lavorando verso lo sviluppo della sostenibilità in Europa, sono affrontati non solo problemi ecologici, ma anche sociali, politici ed economici. A motivo della vasta gamma di temi la Rete cerca di operare attraverso 'gruppi di interesse'. Sono gruppi formati dai membri della Rete che lavorano insieme su uno stesso tema. Durante la conferenza inaugurale a Vilemov, sono stati identificati otto temi principali per iniziare il lavoro e attorno a cui formare questi gruppi: * cambiamenti del clima * trasporto e mobilità * ambiente ed economia * management ambientale da parte delle chiese, Agenda 21 e lifestyle * il giorno del creato * biotecnologie e ingegneria genetica * biodiversità
Naturalmente questi temi sono in buona parte interrelati. Perciò è importante lavorare in modo coerente e comunicare regolarmente. Per facilitare questo, la Rete ha un "gruppo di coordinamento " e una propria pagina web in Internet. I membri della Rete sono incoraggiati a usare la comunicazione elettronica. Inoltre ogni gruppo ha un responsabile, che è incaricato della comunicazione all'interno della gruppo stesso. La Rete cerca di incontrarsi ogni due anni in una conferenza pan-europea, un'assemblea durante la quale i gruppi presentano i frutti del loro lavoro e da cui emergono le linee generali di sviluppo della Rete. L'assemblea nomina inoltre i membri dell'" gruppo di coordinamento", 12 persone di paesi e chiese diverse che deve assicurare il funzionamento della Rete. A Vilemov è stato designato il pri mo "gruppo di coordinamento", responsabile della pagina web, della documentazione e dell'informazione, delle questioni finanziarie e della preparazione ed organizzazione della seconda conferenza della Rete (Loccum, Germania, ottobre 1999). D'abitudine, membri sono coloro che lavorano nel campo ambientale con un mandato da parte della loro chiesa, membro della Conferenza delle Chiese d'Europa (KEK) o una organizzazione partner o associata della KEK. Tuttavia le regole dell'adesione possono variare a seconda delle situazioni concrete, sempre basandosi sull'origine della Rete, l'assemblea ecumenica di Graz del 1997. Desidero concludere questa presentazione con una richiesta. Quando Dio creò il mondo, lo creò come un insieme. Non ci sono alberi ortodossi o anglicani, non ci sono uccelli romano cattolici o protestanti. Quando parliamo della testimonianza delle Chiese nei confronti della creazione, dovremmo ricordarci di questo. E' il mio convincimento più profondo che nel lavoro comune come chiese per il bene della creazione si può e si deve trovare un vero ecumenismo. Noi possiamo e dobbiamo imparare l'uno dall'altro, dalle nostre tradizioni, teologie e prassi. Proviamo a fare così, ad aprirci gli uni agli altri e a lavorare insieme come una unità nella diversità, in un continuo processo di apprendimento. Come rappresentante della ECEN vi chiedo in modo accorato, specialmente in riferimento ai membri della chiesa romano cattolica, gruppi e singoli che già fanno parte della Rete, di unirvi alla Rete in modo formale. Diventiamo una unica Rete forte, sostenendo così tutti i cristiani impegnati in Europa, sia che siano Romano cattolici, anglicani, ortodossi o protestanti, nel loro sforzo comune e nella testimonianza per il bene della creazione.

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