UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

I Vescovi della Campania di fronte alla disoccupazione

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29 Luglio 1997

3. La disoccupazione interpella le nostre Chiese
Per quanto più immediatamente ci riguarda, vogliamo raccogliere e rilanciare il messaggio rivolto da Giovanni Paolo II nel corso dell'assise della Chiesa italiana a Palermo:"Non posso poi non ricordare a tutta la diletta nazione italiana, ai governanti ed ai responsabili ai vari livelli come a tutta la popolazione, che la cosiddetta questione meridionale, fattasi in questo ultimo periodo forse ancora più grave a causa della realtà drammatica della disoccupazione, soprattutto giovanile, è veramente una questione primaria di tutta la Nazione. Certo, spetta alle genti del Sud essere le protagoniste del proprio riscatto, ma questo non dispensa dal dovere della solidarietà l'intera nazione. Come non riconoscere, del resto, che la gente del Meridione, in tanti suoi esponenti, viene riproponendo le ragioni di una cultura della moralità, della legalità, della solidarietà, che sta progressivamente scalzando alla radice la mala pianta della criminalità organizzata"? (Dal Discorso di Giovanni Paolo II a Palermo, 23.11.1995). Per rispondere a questa sollecitazione occorre che anche le nostre chiese locali in un'ottica pastorale e sociale si faccia no carico in maniera responsabile ed attiva del problema della disoccupazione, fonte di preoccupazione di disagio per tante famiglie e giovani della nostra Regione, secondo l'indicazione del documento dell'Episcopato italiano, Sviluppo nella solidarietà: Chiesa italiana e Mezzogiorno, n. 34. Bisogna allora stimolare le comunità cristiane del territorio ad assumersi in un'ottica ecclesiale unitaria tale problema e a progettare una presenza formativa e sociale secondo il ricco insegnamento sociale della Chiesa. A questo scopo riteniamo quanto mai opportuno da attivare come strumento propulsore le strutture della "Pastorale sociale e del lavoro" secondo gli orientamenti e le proposte che si vanno elaborando nelle e per le regioni meridionali con l'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro. Certo, alcuni orientamenti specifici possono essere: a) la formazione ed educazione delle coscienze; b) la realizzazione di gesti concreti di solidarietà; c) l'avvicinamento, accompagnamento ed evangelizzazione dei giovani disoccupati. Per quanto ci compete riteniamo necessaria una motivazione ecclesiale sul tema del lavoro alla luce degli insegnamenti sociali pontifici, della Chiesa italiana e Meridionale, non per accendere facili speranze perchè, in analogia con la parola di Pietro al tempio, non possiamo dispensare posti di lavoro. Ma piuttosto per risvegliare il senso della dignità umana nella ricerca attiva e creativa del lavoro, nella cooperazione, solidarietà e legalità, per stimolare l'utilizzo delle vocazioni e risorse territoriali in un'ottica non localistica e degli strumenti legislativi esistenti. E soprattutto per accompagnare il cambio culturale che si richiede da parte delle giovani generazioni per affrontare le sfide del futuro. Non chiediamo evidentemente assistenzialismo più o meno mascherato da parte del Governo del Paese e delle diverse istituzioni locali. Sono necessari interventi mirati e convergenti per promuovere l'occupazione della nostra Regione come nelle altre del Mezzogiorno. Riteniamo, infatti, che non si possa ridurre la questione meridionale ad alcuni interventi per fronteggiare la disoccupazione in assenza di politiche di sviluppo a cui devono concorrere gli stessi soggetti sociali ed istituzionali della Campania. Raccolgano le popolazioni della Campania questo messaggio di responsabilizzazione personale e collettiva e di speranza possibile, perchè questa nostra Regione possa rifiorire tramite una molteplicità di lavori compartiti tra tutti, nella cooperazione e solidarietà allargata allo "straniero".

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