UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

51ª Giornata Nazionale del Ringraziamento 2001

"Dacci oggi il nostro pane quotidiano..." (Mt 6,11), è il titolo del Messaggio che la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace ha rivolto alla comunità ecclesiale italiana e in particolar modo ai lavoratori della terra, in occasione della Giornata del Ringraziamento. In quel giorno, quale solenne manifestazione pubblica, è stata tenuta nella cattedrale di Alessandria la celebrazione eucaristica, presieduta da S. E. Mons. Fernando Charrier, Vescovo della stessa città.
22 Ottobre 2008
"Dacci oggi il nostro pane quotidiano..." (Mt 6,11)
 
Carissimi fratelli e sorelle,
vi scriviamo, come Pastori delle Chiese che sono in Italia, invitandovi a dire grazie con noi al Signore per i doni che sempre ci rinnova. Ogni anno infatti Dio si dimostra generoso e buono nei frutti della terra, che sono il nostro sostentamento e la nostra gioia.
“Di gioia fai gridare la terra” (Sal 64,9). Buona è la terra che ha fatto per noi, affidandola alle nostre mani operose, perché ne facessimo un giardino irrigato, dove ogni colore trova bellezza ed ogni creatura trova pienezza.
Ripensiamo alle immagini, tratte dal salmo 64, salmo del ringraziamento, che mirabilmente conclude: «Tutto canta e grida di gioia»; è lo stupore del contadino, che guarda con ammirazione i suoi campi carichi di frutta, dalle mele e dalle uve delle nostre colline agli aranceti dai colori vivissimi, agli argentei olivi che portano fragranza, ai frutti e fiori che sotto le serre crescono nello stupore della natura. Fino al grano che biondeggia e si incurva per il vento che lo accarezza, accanto ai prati che si coprono di greggi.
“Attorno alla mensa”. Ogni agricoltore gode di questi doni. Esulta per la generosità della sua terra. Si asciuga il sudore, ma lo vede ricambiato.
Immagine di questa bellezza, dono divino, è il pane, dorato e ben cotto, che esce dal forno e che profuma di casa tutto quanto avvolge. La gioia è piena quando il pane si fa “cuore” della tavola imbandita, con «i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa» (Sal 127,3).
“L’altare”. Ma la pienezza di questo inno di gratitudine che sale a Dio si ha quando quel pane, profumato di fatica e di gioia, diventa pane consacrato sull’altare delle nostre chiese, piccole o grandi che siano.
Nelle mani del sacerdote, quel pane, levato al cielo in segno di perenne benedizione, assume un valore di riscatto immenso. È il Corpo del Cristo, immolato per amore. È donato con il Sangue, gratuitamente versato, come speranza per ogni sofferenza ed ogni lacrima, che qui viene asciugata. ...
 
 
 
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