UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Un lavoro a misura di famiglia: quale vie di ri-conciliazione?

L’idea chiave di questo incontro è la parola “riconciliazione”, intenzionalmente interrotta da quel trattino che chiede una sospensione della voce, ma anche una pausa di riflessione.
Parlare della sola “conciliazione” è infatti più semplice, per certi versi più tranquillizzante; aziende, associazioni, politici, studiosi si interrogano sempre più frequentemente sul modo in cui rendere compatibili due ambiti di vita, due luoghi “gelosi”, che esigono il tempo delle persone solo per sé, escludendo l’altro. In tal modo l’uno vince e l’altro perde: se vuoi avere tempo familiare devi perdere qualcosa sul lavoro, se stai a lavoro devi dimenticare la famiglia. ... Risulta così evidente, tanto più in Italia, che sia necessario “conciliare” questi due ambiti, queste due esigenze, che sono entrambi spazi irrinunciabili della persona: il lavoro perché essenziale per garantire la dignità dell’autonomia economica, ma anche per l’identità sociale, per il ruolo, per l’autorealizzazione personale; la famiglia perché ambito primario di generazione di quelle relazioni di fiducia, reciprocità e dono insostituibili nel costruire, alimentare e proteggere la dignità e la libertà delle persone.
13 Febbraio 2007

Documenti e Schemi

PROGRAMMA

Relazioni e schemi disponibili:

Testimonianza di una madre lavoratrice, Monica Sarti

Lavoro e famiglia: due doni di Dio per l’uomo,  Ina Siviglia Sammartino

Uomo e donna nella famiglia e nel lavoro, Vera Negri Zamagni

Lectio divina, Rosanna Virgili

Il benessere in famiglia: tra economia e relazioni, Luigino Bruni

Lavoro e famiglia nei Paesi Europei, Carla Collicelli

Lavoro e famiglia: quale vie di riconciliazione? Francesco Belletti

Esperienze di conciliazione dei tempi della famiglia e del lavoro
Associazione Lavoro Over 40, Walter Deitinger
Lavoro e famiglia nell’immigrazione, Antonita Santos Fermino

I tempi della famiglia tra lavoro e festa, Andrea Grillo

Conclusioni

 

 

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