UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

“Sintesi dei lavori di gruppo”

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21 Marzo 2000

Dei gruppi di studio si offre una sintesi ragionata per punti:
1. Lentamente i lavori di gruppo, anche nell'ambito del nostro settore pastorale, si avviano a diventare sempre più luogo di confronto e di elaborazione teorica e pratica per un rinnovo della pastorale, evitando forme poco costruttive o pubblicitarie delle proprie esperienze.
2. Dai gruppi è emerso il dato positivo come l'attenzione e la realtà approfondita vede sempre più l'emergere del soggetto ecclesiale. Quanto indicato da Octogesima adveniens, 4, con alcune difficoltà ovvie, si sta realizzando nelle nostre chiese locali: è la comunità, diocesana e/o parrocchiale, il soggetto cardine dell'evangelizzazione e promozione umana nell'ambito della pastorale sociale e del lavoro.
3. Riguardo al dato evangelizzazione si è insistito su: - il bisogno della formazione sui temi del Magistero Sociale, non ancora così capillarmente diffusa nelle comunità; - la collaborazione tra organismi diocesani, parrocchie, associazioni e movimenti; - il coinvolgimento della pastorale familiare nel nostro settore, compresa la loro partecipazione (nelle forme idonee e praticabili) agli incontri di Policoro;
4. Riguardo all'ambito della promozione umana, si sono registrati interessanti segni, sia negativi che positivi: - segni positivi e condivisi nei gruppi sono stati: la creazione di cooperative, consorzi ed imprese giovanili, l'attività degli operatori di comunità, gli sportelli in collaborazione con l'IG, la collaborazione con ConfCooperative; l'attenzione crescente delle comunità al problema; - un'attenzione al problema immigrazioni ed emigrazioni, anche se non sempre ci sono risposte efficaci e precise, specie per la mancanza di collaborazione tra le chiese locali coinvolte nel fenomeno; - segno negativo è l'ancora scarsa attenzione al problema femminile: sono poche le attività create secondo il dettato della legge 215/92; si continua a relegare il problema promozione della donna a gruppi ristretti e pr ecisi (non è forse più dannoso continuare a prevedere gruppi di studio specifici sul problema femminile?) senza inserire fattivamente il dato in tutta l'organizzazione pastorale; - segno negativo è anche un abbassamento della guardia in tema di legalità: le comunità parrocchiali e diocesane non sempre sono sensibili alla denuncia di situazioni di illegalità (lavoro nero, mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, lavoro degli extracomunitari, doppio lavoro, sfruttamento minorile e delle donne, caporalato, ecc.) e alla collaborazione con le varie istituzioni per la promozione della giustizia e della pace. Spesso al silenzio si aggiunge anche la complicità in questi processi ingiusti e contrari al bene comune. - un'attenzione crescente ai beni ecclesiastici e la loro utilizzazione per promuovere lavoro: tanto resta da fare nelle nostre comunità perché si passi dalle parole ai fatti.
5. Riguardo ai rapporti di reciprocità: - si chiede alla Chiese del Sud di essere più incisive nel chiedere l'apporto delle chiese del nord, alcune volte poco sensibili; - si chiede di coinvolgere il mondo delle università del sud e del nord, perché il lavoro sia supportato da studi e ricerche, che permettono anche di coinvolgere il mondo non ecclesiale. - Si potrebbe anche tentare rapporti sud-sud tra diocesi meridionali visto che la distribuzione socio-economica del meridione è spesso "a macchia di leopardo".
6. In tutti i gruppi è emersa l'esigenza sentitissima di dedicare uno dei nostri prossimi convegni al rapporto chiese e istituzioni politiche: in materia si registra spesso confusione e divergenze, che compromettono seriamente l'autenticità della testimonianza evangelica e i concreti aiuti in termini di promozione di lavoro.
7. Lo stesso si dica per il problema sindacato, che sembra non essere all'attenzione degli operatori pastorali: in nessun gruppo si è fatto riferimento al suo ruolo ecclesiale, sociale e politico.

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