UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Seminario sull’Evangelizzazione dei lavoratori – “Vino nuovo in otri nuovi: il contributo dei cristiani per una nuova cultura nelle pubbliche amministrazioni” : programma

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8 Ottobre 1998

venerdi 13 marzo 1998 [[br]]
Saluto e presentazione del Seminario[[br]] mons. Giorgio Serenari - Delegato regionale del Lazio[[br]]
"Tra resistenza e innovazioni: i lavoratori nelel pubbliche amministrazioni oggi"[[br]] Dott. Maria Pia Camusi - Ricercatrice CENSIS[[br]]
"Al servizio dell'uomo per il bene comune. Spunti per una rifessione biblico-teologica"[[br]] don Luciano Lepore - Docente Sacra Scrittura, Seminario di Anagni[[br]][[br]]
sabato 14 marzo 1998[[br]]
"Vieni servo buono e fedele...linee per una spiritualità del lavoro"[[br]] prof. Eugenio Zucchetti - Università Cattolica di Milano[[br]]
"Oltre il guado: strategie di evangelizzazione"[[br]] don Rocco D'Ambrosio - Docente Istituto Teologico Pugliese[[br]]
Lavoro a gruppi [[br]][[br]]
domenica 15 marzo 1998[[br]]
"Uscì a tutte le ore: per un rilancio della pastorale del lavoro" [[br]] don Mario Operti - Direttore Ufficio Nazionale[[br]]
Dibattito[[br]]
Conclusioni [[br]] mons. Giorgio Serenari[[br]]
"Oggi in Italia l'evangelizzazione richiede una conversione pastorale. La chiesa, ha affermato il Papa a Palermo, "sta prendendo più chiara coscienza che il nostro non è il tempo della semplice conservazione dell'esistente, ma della missione" (Giovanni Paolo II, Discorso al Convegno ecclesiale di Palermo, 2). Non ci si può limitare alle celebrazioni rituali e devozionali e all'ordinaria amministrazione : bisogna passare a una pastorale di missione permanente. "E' venuta meno un'adesione alla fede cristiana basata principalmente sulla tradizione e il consenso sociale"; appare perciò urgente "promuovere una pastorale di prima evangelizzazione che abbia al suo centro l'annuncio di Gesù Cristo morto e risorto, salvezza di Dio per ogni uomo, rivolto agli indifferenti o non credenti" (Cei, Evangelizzazione e testimonianza della carità, 31). Tale annuncio è efficace se è sostenuto dalla testimonianza di carità dei cristiani e della comunità e se stesso si attua con uno stile di carità, "con dolcezza e rispetto"(1 Pt 3,15). Non può non contenere un appello deciso alla conversione; ma deve cercare di incontrare le domande esistenziali e culturali delle persone e valorizzare i "semi di verità" di cui sono portatrici. Perché nasca un'adesione di fede convinta e personale, occorre un incontro vivo con Cristo, attraverso i segni della sua presenza e della sua carità. Inoltre nell'attuale situazione di pluralismo culturale, la pastorale deve assumersi, in modo più diretto e consapevole, il compito di plasmare una mentalità cristiana, che in passato era affidato alla tradizione familiare e sociale. Per tendere a questo obiettivo, dovrà andare oltre i luoghi e i tempi dedicati al "sacro" e raggiungere i luoghi e i tempi della vita ordinaria; famiglia, scuola, comunicazione sociale, economia e lavoro, arte e spettacolo, sport e turismo, salute e malattia, emarginazione sociale. La pastorale attuata nelle strutture parrocchiali dovrà saldarsi organicamente con la cosiddetta pastorale degli ambienti, in modo che la parrocchia si edifichi come comunità missionaria e soggetto sociale sul territorio. Il ministero dei presbiteri e dei diaconi dovrà essere integrato da una varietà di servizi stabili e riconosciuti, con doni e competenze rispondenti a concrete esigenze. Si aprono così spazi per molteplici presenze e figure: catechisti, animatori della liturgia, della pastorale della carità e di altri settori pastorali; responsabili di gruppi e piccole comunità. Sono da valorizzare le aggregazioni ecclesiali e le associazioni di ispirazione cristiana. Più generalmente è da promuovere una diffusa coscienza missionaria nelle famiglie e nei singoli cristiani. (CEI, "Con il dono della carità dentro la storia", 23).

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