UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Schede per gruppi di lavoratori che vivono la crisi

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20 Dicembre 1999

l'apporto della dottrina sociale della Chiesa. Pe r realizzare una rinnovata pastorale parrocchiale: - è particolarmente utile promuovere gruppi di pastorale sociale affinché si accresca la sollecitudine della comunità parrocchiale verso tutte le sue realtà sociali".

Si tratta di sei tracce, molto semplici, per la riflessione dei gruppi nei primi incontri.
b) I soggetti per i quali sono state pensate sono "i lavoratori e le loro famiglie che vivono la crisi occupazionale" (cassaintegrati, disoccupati, lavoratori in situazioni a rischio).
c) I gruppi possono essere composti di singoli lavoratori o di coppie (possono essere gruppi nati per l'occasione, oppure gruppi famiglia che desiderano orientarsi specialmente sul tema lavoro).
d) Le tracce sono semplicemente orientative, ogni gruppo può adattarle alle sue caratteristiche peculiari. Un ruolo importante, specialmente all'inizio, ha l'eventuale responsabile di gruppo, per il quale è previsto un Corso di formazione presso l'ufficio diocesano Pastorale Sociale e Lavoro.

1. Troviamoci insieme
2. Il lavoro e il suo senso, oggi
3. Il lavoro e la famiglia
4. Il lavoro e il tempo libero
5. Il lavoro e le solidarietà
6. I lavoratori e la Chiesa
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a) Queste schede sono state pensate per i gruppi di lavoratori che nascono dall'impegno della Chiesa per l'evangelizzazione e la missione:
"Sull'esempio dei primi credenti, anche noi possiamo non sentirci impegnati ad annunciare la "bella notizia" di Gesù Cristo. Con l'apostolo Paolo abbiamo bisogno di ripetere ogni giorno: "E un dovere per me. Guai a me se non predicassi il Vangelo" (1 Cor 9,16). La Missione nei vari ambiti della vita sociale costituisce una provocazione a trovare le forme più consone e i linguaggi più adatti per la nuova evangelizzazione. A ciscuno di voi è affidato il compito di individuare in quale modo il Vangelo possa essere annunciato nei luoghi dove voi operate. A volte, soprattutto nell'incontro diretto con le persone, occorre un annuncio esplicito, mai vergognandosi di essere cristiani; in altre circostanze, forse, sarà probabilmente più utile il silenzio, per dare maggiore spazio alla forza della testimonianza. Nell'uno come nell'altro caso, comunque, non si potrà mai dimenticare che la missione appartiene all'essenza della vita cristiana" (Giovanni Paolo II ai lavoratori romani in occasione della solennità di S. Giuseppe, n. 2, 19 marzo 1999).
Si collocano nella prospettiva della catechesi degli adulti:
"E venuta meno un'adesione alla fede cristiana basata principalmente sulla tradizione e il consenso sociale; appare perciò urgente promuovere una pastorale di prima evangelizzazione che abbia al suo centro l'annuncio di Gesù Cristo morto e risorto, salvezza di Dio per ogni uomo, rivolto agli indifferenti o non credenti. Tale annuncio è efficace se è sostenuto dalla testimonianza di carità dei cristiani e della comunità e se esso stesso si attua con uno stile di carità, con dolcezza e rispetto (1 Pt 3,15).
Non può non contenere un appello deciso alla conversione; ma deve cercare di incontrare le domande esistenziali e culturali delle persone e valorizzazre i "semi di verità" di cui sono portatrici. Perché nasca un'adesione di fede convinta e personale, occorre un incontro vivo con Cristo, attraverso i segni della sua presenza e della sua carità. Inoltre nell'attuale situazione di pluralismo culturale, la pastorale deve assumersi, in modo più diretto e consapevole, il compito di plasmare una mentalità cristiana, che in passato era affidato alla tradizione familiare e sociale. Per tendere a questo obiettivo, dovrà andare oltre i luoghi e i tempi dedicati al "sacro" e raggiungere i luoghi e i tempi della vita ordinaria: famiglia, scuola, comunicazione sociale, economia e lavoro, arte e spettacolo, sport e turismo, salute e malattia, emarginazione sociale (…). Sono da valorizzare le aggregazioni ecclesiali e le associazionidi ispirazione cristiana. Più generalmente è da promuovere una diffusa coscienza missionaria nelle famiglie e nei singoli croistiani (…). L'apostolato personale, se avviene in un contesto di compagnia amichevole, con franchezza unita a umiltà, cordialità e rispetto dell'altrui libertà, è particolarmente incisivo; per di più è capillare, costante e possibile ovunque, in famiglia, tra vicini e amici, tra colleghi di lavoro, tra compagni di svago e di viaggio" (Con il dono della carità dentro la storia, 23).
e di "Evangelizzare il sociale": (n. 85)
"L'organizzazione a livello parrocchiale. La parrocchia deve progressivamente aprirsi alle problematiche sociali ed essere sempre più strumento che realizza l'evangelizzazione del sociale e la promozione umana. Una comunità parrocchiale che evangelizza il sociale forma cristiani adulti e responsabili, interagisce con le istituzioni sociali e politiche agenti sul territorio, non può non avere un progetto di pastorale sociale, utilizzando ampiamente

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