UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Scheda 3 – Il lavoro e la famiglia

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20 Dicembre 1999

stiana con queste parole: "Sia te sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo" (Ef 5, 21). Avere il "timore" del Signore, credere cioè nella sua Parola, ci impegna a ricercare nella nostra vita familiare la condivisione profonda e la solidarietà.
* La famiglia infatti è il primo ambito dove vivere il comandamento dell'amore. "Se qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele." (1 Tm 5,8) Questo è il motivo profondo delle ansie e della preoccupazioni, anche economiche, per il futuro delle nostre famiglie. Questo intende un cristiano quando dice: "io lavoro per la mia famiglia".

Agire
* Pensare e programmare di incontrarci qualche volta come famiglie (almeno mariti e mogli) affrontando insieme qualcuna delle problematiche emerse nel confronto su questa scheda.
*Approfondire, magari con l'aiuto di un esperto, qualche argomento di politica familiare con particolare riferimento al lavoro (per es. la problematica degli assegni familiari, lo stipendio "familiare", le politiche per l'occupazione...)
* Preparare un incontro del gruppo con i figli sugli argomenti del lavoro: la preparazione scolastica e professionale al lavoro, l'ingresso nel mondo del lavoro, la condizione della disoccupazione, doveri e diritti dei lavoratori.
* Affrontare una volta in famiglia l'argomento della semplicità e sobrietà degli stili di vita, dell'uso del denaro nella nostra famiglia, particolarmente insieme ai figli, quando è possibile.
* Organizzare in parrocchia un incontro di preghiera delle famiglie sui temi del lavoro e della crisi economica.
Vedere
* Il lavoro é una condizione essenziale perché una famiglia si possa istituire e mantenere. Senza il lavoro i giovani non possono formare una loro famiglia e gli sposi non possono darsi un futuro dignitoso. Il lavoro è anche uno dei motivi più ricorrenti nelle conversazioni familiari perché è parte della concretezza di ogni giorno. Come parliamo della nostra situazione di lavoro con la moglie/marito, con i figli...? Quali problemi sono sorti?
* Il lavoro non dovrebbe servire solo alla produzione ma dovrebbe anche essere un ambito dove realizziamo le nostre attese ed aspirazioni umane profonde. Quando questo non avviene anche i nostri rapporti familiari ne soffrono e ne risentono. Condividi questa affermazione, qual é la tua esperienza?
* Anche l'educazione familiare è condizionata dal lavoro: quando si lavora troppo si finisce per trascurare i figli e non dedicare loro l'attenzione giusta; quando il lavoro manca, il senso di frustrazione che si vive ci rende più nervosi, ci procura un senso di disagio, quasi di inferiorità, con gli altri membri familiari. Qual é la tua situazione al riguardo? Come hai affrontato questi problemi?
* In molti oggi parlano della famiglia e la definiscono una cellula vitale, un riferimento obbligato nella gestione della società. Concretamente però la condizione familiare non è presa seriamente in considerazione nella legislazione e nell'organizzazione del lavoro. Proviamo a fare degli esempi. Quali sono i motivi di questa situazione? Quali i possibili rimedi?

Giudicare
* Il Vangelo non dice molte cose sul lavoro ma annuncia un fatto che è più significativo di tutte le possibili parole: Gesù, il Figlio di Dio, è un lavoratore: è conosciuto come il "figlio del carpentiere". Gesù passa gli anni della giovinezza a lavorare nella sua famiglia, la casa di Nazareth. Questo è il "Vangelo del lavoro".
* S. Paolo presenta il significato profondo della famiglia cri

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