UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Scheda 1 – Troviamoci insieme

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20 Dicembre 1999

Vedere
* Trovarsi improvvisamente senza lavoro, vivere lunghi periodi di inoperosità, essere sempre nell'incertezza circa il proprio futuro di lavoratore ci fa vivere momenti pesanti di angoscia e di depressione. Altre volte ci prende un senso generale di disorientamento e di paura per il futuro nostro e della nostra famiglia. Ti è capitato di vivere momenti così? Come li hai affrontati?
* Avere qualcuno qualcuno accanto che ci ascolta, al quale raccontare le proprie pene è una grande fortuna: ci fa riprendere forza e speranza, ci fa vivere un senso di sollievo e di speranza. I problemi non si risolvono automaticamente ma non ci sentiamo più soli. Cosa ti ha spinto ad accettare l'invito di ritrovarti in gruppo? Conosci qualcuno, provato nella sua condizione di lavoratore che viva nell'isolamento o nella disperazione?
* I problemi del mondo del lavoro sono talmente complessi e difficili che ci fanno sentire piccoli, insignificanti quando pensiamo a come venirne fuori. "Noi cosa ci possiamo fare? Non siamo nella cerchia delle persone che contano, noi non siamo nessuno ..." Trovarci in gruppo, parlare della nostra vita, affrontare insieme i problemi, poter contare sulla solidarietà e sull'amicizia è come una rinascita: riscopriamo il senso della nostra persona e della nostra dignità, esprimiamo potenzialità e risorse di noi stessi che non pensavamo di possedere, ci ritorna la voglia di pensare e di fare... Cosa ci attentiamo da questa esperienza di gruppo? dall'affrontare insieme gli argomenti della nostra vita di lavoro, dall'amicizia che potrà nascere tra di noi?
Giudicare
* La Bibbia contiene molte pagine in cui viene valorizzata l'amicizia e la solidarietà interpersonale. Un brano del Siracide, per esempio, dice: "Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele non c'è prezzo, non c'è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il
Signore. Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia, perché come uno è, così sarà il suo amico" (Sir 15-17).
* Tutto il messaggio evangelico si riassume, secondo Gesù nel comandamento dell'amore: "amare il prossimo come se stessi " (Mt 22,38). La solidarietà è appunto questo: sentire il problema dell'altro come il mio.
* San Paolo insegnava ai primi cristiani che le "legge di Cristo" comporta la sollecitudine vicendevole nelle concrete situazioni di vita: "Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo" (Gal 6,2). La stessa cosa dice anche s. Pietro: "Siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri" (1 Pt 3,1)
* I primi cristiani avevano fatto di questo insegnamento uno stile di vita: "Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune" (At 2,44).
Agire
* Valorizzare l'opportunità preziosa di fare gruppo, dedicare tempo e pazienza all'avviamento della nostra esperienza di gruppo, raccontarci la nostra vita, a parlare di noi, dei nostri vissuti e della nostra situazione, aprirci alla solidarietà e alla condivisione.
* Imparare ad ascoltarci, dare la parola a chi fa fatica ad intervenire, invitare chi parla troppo a dare spazio agli altri.
* Prendere appunti quando un nostro amico parla come segno di attenzione ed impegno di riflessione su quanto ci dice; curare l'ordine del giorno di ogni incontro; mantenere fede agli impegni che si prendono.
* Curare i rapporti tra di noi anche fuori della riunione di gruppo, telefonandoci scambiandoci piccoli servizi, invitandoci nelle nostre case, aiutarci a ricordare appuntamenti ed impegni.
* Parlare anche ad altri delle attività del nostro gruppo, invitare qualche altro amico o conoscente ad aggregarsi, collegare il nostro gruppo con altri simili per evitare il rischio dell'isolamento.

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