UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Saluto

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29 Marzo 2000

ze e con delle forme di collaborazione, il rilancio di questa pastorale di evangelizzazione. Grazie. Fin da giovane sacerdote ho avuto uno speciale interesse per la dottrina sociale della Chiesa: tra l'altro ricordo di aver fatto per la mia diocesi, nei miei primissimi anni di ministero un piccolo catechismo di dottrina sociale per i lavoratori e gli imprenditori seguendo il metodo, come allora si usava, delle domande e risposte. Sono contento che il nostro Ufficio di pastorale sociale e del lavoro abbia creato questo gruppo con l'obiettivo di sviluppare un'attenzione particolare agli imprenditori, ai dirigenti, ai professionisti. Ricordo che al Convegno ecclesiale di Palermo, nel 1995, qualcuno lamentava che la C.E.I. avesse spostato l'attenzione dagli ultimi ai primi, mentre altri contestavano la Chiesa di aver, per così dire, enfatizzato l'attenzione agli ultimi dimenticando i primi e non facendo così un buon servizio neppure agli ultimi. Sono convinto che bisogna avere attenzione sia ai "primi" che agli "ultimi", in definitiva a tutti e a vantaggio di tutti. Credo che l'azione pastorale nei confronti di categorie come gli imprenditori, i dirigenti e i liberi professionisti possa aiutare anche uno sviluppo della dottrina sociale della Chiesa che finora si è per lo più interessata alla equa distribuzione della ricchezza e, forse, meno ai processi della produzione della ricchezza e alle dinamiche del mercato, anche se al riguardo non mancano, nell'insegnamento sociale della Chiesa, numerosi spunti interessanti. E proprio di questi giorni una certa polemica, assai cordiale peraltro e rispettosa nei toni, su Avvenire, fra Mons. Bettazzi, il Vescovo di Ivrea, e il Prof. Antiseri. Mons. Bettazzi accusa il liberismo, il libero mercato, di produrre povertà e Antiseri al contrario ribalta l'accusa allo statalismo, mentre il mercato produrrebbe ricchezza e benessere per tutti. Questo dibattito ha aspetti di verità da una parte e dall'altra, infatti, la dottrina sociale della Chiesa non canonizza né lo Stato né il mercato. Vuole che lo Stato sia a servizio dell'uomo, non solo dei suoi bisogni ma anche delle sue risorse valorizzandole pienamente; vuole che il mercato sia per l'uomo e non fine a se stesso, e quindi con delle regole come vogliono anche gli stessi imprenditori e operatori dell'economia. Un mercato che sia aperto ad una concorrenza vera e leale, ma soprattutto un mercato che non dimentichi la solidarietà, lo sviluppo e la crescita di tutti gli uomini. La solidarietà, a sua volta, non è intesa dalla Chiesa come uniformità o appiattimento su un modello standard, tanto meno come statalismo, come invadenza della burocrazia… Sono certo, inoltre, che l'attenzione agli imprenditori, ai dirigenti e ai liberi professionisti, analoga a quella che si ha per le altre categorie di lavoratori, oltre aiutare la dottrina sociale della Chiesa a svilupparsi in maniera equilibrata, costituisca anche uno stimolo alla pastorale delle nostre comunità ecclesiali perché sappia tenere conto della complessità delle cose. Mi congratulo veramente di questo gruppo e vi auguro che possiate produrre degli strumenti adatti per supportare e sostenere la pastorale nelle nostre comunità ecclesiali perché, se a livello di aspirazioni e di buona volontà c'è il desiderio di rilanciare questa sollecitudine pastorale, poi, in concreto, senza sussidi adeguati, spesso non si sa che cosa fare, come procedere. Se voi riuscirete ad offrire un aiuto in questo senso, credo che darete un contributo prezioso alla pastorale di evangelizzazione, alla pastorale missionaria che la Chiesa in Italia intende promuovere. La "conversione pastorale" prospettata a Palermo comporta anche una nuova attenzione agli ambienti, una nuova unità tra la pastorale tipicamente parrocchiale e la pastorale del territorio, della vita quotidiana e quindi anche del lavoro e della produzione. Vi ringrazio, pertanto, per la vostra presenza e per questa iniziativa, e vi auguro di portare avanti con perseveranza questo lavoro per aiutare e supportare con degli strumenti, con delle presen

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