UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Saluto ai partecipanti al seminario

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3 Aprile 1999

er coglierne i valori e per evangelizzarlo. Decisiva è la posizione mentale con cui noi ci poniamo di fronte a loro. E' bene ripeterci che non siamo qui da maestri ma da discepoli che vogliono lasciarsi trasformare da questi fratelli e compagni di viaggio, dalla Parola e dallo Spirito del Signore per lanciare poi nel luogo in cui viviamo messaggi e gesti di speranza e di solidarietà concreta. Un saluto cordiale a tutti voi che avete accolto l'invito a partecipare a questo seminario. Un particolare grazie a Mons. Alfredo M. Garsia, presidente della CEMi, che ci ha particolarmente tenuto a salire dalla Sicilia per aprire questo incontro. Non è la prima volta che la Migrantes e l'Ufficio Nazionale per la pastorale sociale e del lavoro si trovano insieme per affrontare un tema di così decisiva importanza per gli immigrati quale è il lavoro, o meglio "il mondo del lavoro e l'evangelizzazione tra gli immigrati". Questo seminario è conclusivo di altre tre, che i medesimi organismi CEI hanno tenuto in settembre e ottobre dello scorso e anno, e nel gennaio di quest'anno, rispettivamente sotto il profilo istituzionale-legislativo, delle sfide culturali e dell'evangelizzazione. Si è ripresa così, direi, quella valida collaborazione che aveva visti, soprattutto negli anni settanta, uniti in molti convegni l'allora UCEI e l'Ufficio per la pastorale del lavoro per affrontare i problemi degli emigrati italiani. La storia cammina ed oggi, senza dimenticare i problemi e le risorse degli italiani nel mondo, si impone e, a mio giudizio, si imporrà sempre più l'esigenza che la Chiesa, cioè le comunità dei credenti e i singoli cristiani conoscano da vicino, facciano esperienza di questa nuova umanità che avanza nel nostro paese, accompagnando fianco a fianco gli immigrati che per noi sono fratelli. In questo contesto c'è una forte volontà nei nostri due organismi ecclesiali - cui senza dubbio si aggiungeranno altri - di operare in sinergia nel momento della riflessione prima e dell'azione poi, per trasformare - come annunciava la Giornata Nazionale di quest'anno - l'attuale Babele, e tale può apparire talvolta questo mondo convulso, in una pentecoste, cioè in una società in cui ci si sente uniti e fratelli nel rispetto delle diversità. Siamo tutti consapevoli che non è sufficiente un giorno o due per entrare e capire questo nuovo aeropago dei lavori immigrati, p

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