UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Recensioni

-
23 Giugno 2000

.000Mario Toso Verso quale società? La dottrina sociale della Chiesa per una nuova progettualità Las, Roma 2000 Il mondo del lavoro è ancora quello descritto dalla Laborem exercens, l'enciclica di Giovanni Paolo II del 1981? I rilievi della Centesimus annus sulla crisi dello Stato assistenziale sono ancora attuali, dato che la globalizzazione sembra mettere in crisi in modo definitivo lo Stato sociale? I nuovi poteri immateriali della conoscenza e dell'informazione stanno cambiando completamente le carte del gioco democratico: a quali principi di Dottrina sociale dobbiamo attingere per fronteggiare il problema del loro uso a vantaggio di pochi? La finanza, così potente oggi, non è ancora stata presa di petto da nessuna enciclica sociale; eppure essa rischia di destrutturare l'economia reale assegnando il primato al capitale rispetto al lavoro. E' pensabile una sua regolamentazione a livello mondiale? Non sono che alcune delle tante domande che la realtà in evoluzione pone alla Dottrina sociale della Chiesa (Dsc); sono alcune delle tante "res novae" che interpellano con forza la capacità di discernimento e di azione dei credenti e degli uomini di buona volontà. Occorre un nuovo pensiero. E' necessaria una progettualità adatta alle nuove questioni planetarie. Proprio per rispondere a queste esigenze è nato il libro Verso quale società? La dottrina sociale della Chiesa per una nuova progettualità (Las, Roma), di Mario Toso, tra i massimi studiosi di Dsc e pioniere di alcuni approfondimenti dell'insegnamento sociale cristiano che hanno contribuito in modo decisivo a far chiarezza su forma e contenuto di un patrimonio dottrinale e culturale non sempre conosciuto e sviscerato adeguatamente. Il libro ha il coraggio di affrontare le novità, utilizzando la Dsc ai suoi diversi livelli, non ultimo quello interdisciplinare e sperimentale, che la Centesimus annus indica come caratteristica peculiare. Quel carattere della Dsc che tanto spesso si dimentica correndo il rischio di farla passare per un "sistema" ingessato, di principi alti e nobili ma separati dalla pratica. Per superare il gap tra validità teorica della Dsc e sua incidenza pratica, Toso compagina il suo studio con la creatività tipica della prudenza che non si muove aprioristicamente. Da un lato guarda al corpus dottrinale della Dsc, alla sua anima sempre viva, dall'altro guarda a quanto attestato dall'esperienza e dalle scienze sociali: assume tutto criticamente, in modo da elaborare una progettualità che è in continuità con il meglio della tradizione e simultaneamente è aggiornata. I temi trattati vanno dalla finanza alla disoccupazione, dallo Stato sociale alla questione ambientale, dal Terzo settore alle politiche neoliberiste, dai diritti dei popoli all'esigenza di un nuovo patto sociale. Quali sono le linee guida di un libro che, proprio per non chiudersi alle novità emergenti, affronta temi vari? La prima è senz'altro la linea di una nuova cittadinanza societaria. Secondo Toso il concetto di cittadinanza va ampiamente rivisto. Essa non può più passare solo dal lavoro, deve tener conto che "c'è qualcosa di dovuto all'uomo in quanto uomo" prima che egli sia cittadino e, soprattutto, deve passare attraverso la partecipazione della società civile, di cui la famiglia è soggetto imprescindibile. Ciò non può più avvenire mediante una sorta di inclusione indifferenziata ed automatica. L'inclusione acritica di qualsiasi diritto di cittadinanza, anche di quelli contrari alla dignità umana e al bene comune, è stata propria della società del passato, che non si poneva lucidamente il problema del "limite" etico della propria espansione. La società postindustriale deve fare ormai i conti con il rischio contenuto nel suo stesso agire concepito illuministicamente; non può più staccarsi dall'orientamento etico intrinseco alle persone e ai gruppi. Per questo i diritti di cittadinanza andranno sempre più incentrati sull'umano, pena una catastrofe antropologica e culturale. Una seconda linea guida è costituita dallo sforzo di precisare la proposta della Dsc, riscattandola da interpretazioni ideologiche di vario genere. Solo una Dsc restituita alla sua purezza può essere veramente utile per affrontare il domani. Ecco allora i chiarimenti sulla natura e sulle fonti della DSC, sulla sua reale posizione verso l'economia di mercato, il collegamento della questione ecologica con l'ecologia umana e, soprattutto, l'atteggiamento né di pregiudiziale condanna né di entusiastica approvazione di macrofenomeni come la globalizzazione o la finanziarizzazione dell'economia. Essi vanno capiti e orientati, ponendoli al servizio della crescita qualitativa di tutti. Emerge qui la terza linea guida del libro: l'obiettivo di plasmare umanisticamente le dinamiche sociali ed economiche nuove dipende dall'impegno solidale e sussidiario di più attori. La Dsc ha anche questo di positivo: quanto è articolata nei diversi piani di analisi, tanto è aperta a valorizzare l'apporto di tutti i soggetti al loro proprio livello. Con il concetto di "nuovo patto sociale", che più volte ricorre nel libro, Toso intende non tanto un nuovo contratto inteso in senso prometeico, ma la mobilitazione plurale e sinergica di più forze sociali, dal Terzo settore al sindacato, dagli organismi internazionali ai nuovi attori della società civile internazionale a servizio dell'uomo, muovendo dalla comune ricerca della verità e del bene. La sua proposta è originale e concede poco sia al neoliberalismo sia al neocomunitarismo. Non pochi neoliberali, infatti, riducono il bene al giusto (cf ad es. J. Rawls). Ciò permette sì di fare un discorso universale di diritti e doveri, ma essi sono convenzionali, frutto di consenso sempre revocabile e quindi deboli. I neocomunitari (cf ad es. Michael J. Sandel, R. Bellah, Daniel Bell) riducono il giusto al bene. Questo permette di fondare i diritti e i doveri (il giusto) in una comunità resa tale da dei fini comuni (il bene), che però rischiano di perdere l'universalità e quindi di scontrarsi con i fini di altre comunità. La Dsc, invece, si fa sostenitrice del primato del bene sul giusto senza cadere nell'intolleranza o nel fondamentalismo, perché sa che proprio l'esistenza di un bene universale permette l'esistenza di più strade per raggiungerlo. Su questo essa fonda il dibattito pubblico, il dialogo, la collaborazione e la tolleranza. PAOLO CARLOTTI Etica cristiana, società ed economia Biblioteca di Scienze Religiose 158 (Roma, LAS 2000). Situato nella quotidianità e mosso da una preoccupazione etico-cristiana, l'Autore intende confrontarsi con problematiche emergenti ed attuali, individuate e scelte come luogo antropologico e teologico di elaborazione di una teoria dell'agire. La questione morale innalza continuamente i suoi interrogativi ed esprime i suoi dilemmi anche in ambito sociale ed economico, dove, tra l'altro, si ripropongono l'incontro e il dialogo tra uomini e donne appartenenti a culture diverse da una parte e l'esigenza di un'economia e di una finanza dal "volto umano" dall'altra. Ogni forma di conoscenza, anche quella morale, è mediata socialmente: come conservare allora la propria identità e le proprie convinzioni, in situazione d'intenso e pervasivo pluralismo. Quali poi le logiche teoriche e le dinamiche pratiche per capire e condurre, nelle società civili, la convivenza di gruppi diversamente connotati in ordine alla cultura. L'efficienza economica, scandita dalla priorità di un crescente profitto, è percepita ogni giorno di più come lesiva di dimensioni rilevanti della persona umana, in quanto ripropone un parametro utilitarista che estende il suo influsso oltre l'economico verso ogni relazione interpersonale e sociale, impoverendo forse la qualità umana della civiltà contemporanea. Cifra di questa consapevolezza è il progetto del "terzo settore" e l'esigenza di monitoraggio di un'attività finanziaria scaltra e, talora, cinica. Con queste tematiche, per certi versi emblematiche, si apre un confronto, che progressivamente matura e si arricchisce fino a lasciar delineare un modello di lettura e di pratica, cristianamente modulato e sorretto, che allarga la sua portata oltre gli interrogativi che esplicitamente focalizza. A questi ultimi si tenta di dare risposta, avendo però presente le domande di ordine morale e teologico di più ampio respiro e di più vasto orizzonte e contemporaneamente l'esigenza della loro sistematica composizione. Risiede qui l'intento basilare del volume che opera in termini unificanti sull'intera trattazione. Esso richiede altresì una lettura trasversale e sinottica dei singoli momenti e sfida verso approcci e questioni che dimorano a monte rispetto all'esperienza quotidiana morale, che viene però in questo modo interpretata e portata a graduale e migliore chiarificazione. Si traccia così anche una metodologia di carattere induttivo, in sintonia con la sensibilità intellettuale e culturale dell'oggi, segnato ed interrogato da quella che è stata definita la "svolta antropologica", con cui non sono pensabili, anche nella riflessione teologica, dimenticanze e distrazioni. Paolo Carlotti, è professore di teologia morale presso la Facoltà di Teologia dell'Università Pontificia Salesiana, in Roma. Collabora con riviste specializzate di settore ed annovera al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui le seguenti: Storicità e morale. Un'indagine nel pensiero di Alfons Auer = Biblioteca di Scienze religiose 86 (Roma, LAS 1989); Teologia morale e magistero. Documenti pontifici recenti = Biblioteca di Scienze religiose 129 (Roma, LAS 1997). Franco Biancofiore - Frediano Salvucci Alle radici della giustizia Elementi di etica e dottrina sociale cristiana Prefazione di Fernando Charrier a cura di Città Nuova - ufficio stampa - novità di aprile 2000 IL VOLUME Dalla caduta del muro di Berlino la realtà socio-economica ha conosciuto profondi cambiamenti. Per effetto della globalizzazione e del neoliberismo si aprono fratture sempre più marcate tra il Nord e il Sud, e l'instabilità dei capitali produce precarietà nel lavoro e nell'occupazione. Soprattutto negli ultimi secoli, la Chiesa ha avvertito l'urgenza e l'importanza dei problemi legati al mondo economico e dal 1891 - anno della Rerum novarum - attraverso i suoi documenti ha risposto ai cambiamenti e alle nuove situazioni con suggerimenti ed indicazioni. Il presente lavoro intende approfondire questo tema, proponendo una sintesi dei temi più toccati dai documenti pontifici, dal Concilio Vaticano II e dal Catechismo della Chiesa cattolica, aiutando il lettore a 'decifrare' le complesse dinamiche del mondo economico. Correda il testo un glossario di alcune parole-chiave. Strumento di consultazione per docenti e studenti di economia, scienze politiche e sociologia delle università statali e pontificie, è di grande utilità perché offre una visione chiara e sintetica, di stimolo per ulteriori approfondimenti. GLI AUTORI Frediano Salvucci Franco Biancofiore LA COLLANA La collana Società e socialità propone studi di orientamento sulla realtà dell'uomo nella società di oggi e agili sintesi del pensiero sociale della Chiesa. DATI TECNICI ISBN 88-311-2422-6 f.to 13x20 pp. 184 presso £. 20.000 Pietro Boffi (ed) Fuori e dentro casa Lavoro e famiglia nella società di oggi IL VOLUME Sviluppo delle tecnologie, aumento della produttività, diminuzione dei posti di lavoro, concorrenza sfrenata, maggiore presenza delle donne: sono i fattori che disegnano un mondo del lavoro oggi quanto mai confuso ed in continua evoluzione. Questa situazione ha prodotto forti cambiamenti nell'istituzione familiare. "E' possibile organizzare il lavoro e la società in funzione di miglioramento della vita familiare?": la domanda, di grande attualità, ha guidato per due anni il lavoro promosso e realizzato dall'Ufficio nazionale per la pastorale della Famiglia e dall'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI insieme al Forum delle Associazioni Familiari. Il presente volume, frutto di questa ricerca, affronta le problematiche del lavoro in rapporto ai suoi effetti sulla vita familiare. Testimonianze di esperienze concrete e de3nuncia di problemi specifici intendono sottolineare con forza la necessità di restituire alla vita familiare la sua dignità di soggetto politico e sociale. Perché la famiglia torni ad essere riconosciuta come risorsa decisiva per la vita del singolo e la crescita dell'intera società. CON TRIBUTI DI: Giuseppe Anfossi, Maurizio Ambrosini, Roberto Volpini, Giulia Paola Di Nicola, Elisabetta Carrà, Renzo Bonetti, Mario Operti. LA COLLANA La collana Famiglia oggi propone una riflessione sulla realtà della famiglia con particolare attenzione alle sue problematiche e necessità nella società di oggi. DATI TECNICI ISBN 88-311-2523-0 f.to 13x20 pp. 104 presso: £. 12.000 Luigino Bruni (ed). Economia di comunione Per una cultura economica a più dimensioni IL VOLUME L'Economia di comunione, progetto nato in Brasile nel 1991 su iniziativa di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, è oggi una realtà che interessa studiosi di varie discipline. Gli interventi raccolti in questo volume intendono spiegare, con il linguaggio delle scienze economiche e sociali, che cosa sia l'Economia di comunione, in cosa consista il suo specifico e come si colleghi ad esperienze simili. Essa, infatti, si comprende come espressione di un agire economiche improntato alla 'cultura de3l dare', di una diversa accezione di concetti di 'consumo', di risparmio e di investimento, in vista di una più profonda condivisione tra gli uomini delle risorse economiche e delle necessità. GLI AUTORI Contributi di: Chiara Lubich, Vera Araujo, Alberto Ferrucci, Luigino Bruni, Hans Burckart, Mario Molteni, Benedetto Gui, Stefano Zamagni, Carla Bozzani. DATI TECNICI ISBN 88-311-2421-8 f.to 13x20 pp. 160 prezzo: £. 16

<