UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Parrocchia, migrazione e lavoro: un’esperienza comunitaria

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6 Aprile 1999

ntralità di Gesù Cristo, della preghiera e dei sacramenti. Anche questa esperienza ha favorito nella parrocchia la scelta della priorità della formazione degli adulti. In particolare si stanno intensificando le iniziative per ricercare una spiritualità concreta, quotidiana che leghi fede e vita (tramite, ad esempio, la Revisione di Vita) e per riscoprire la professione e il lavoro come dimensione e luogo di realizzazione e di santificazione. Alla descrizione dell'esperienza, il cui testo integrale può essere consultato nel file allegato, è unita la presentazione delle due associazioni che, in parrocchia, sono più direttamente coinvolte nell'accoglienza agli immigrati: l'associazione "Camminare insieme": il poliambulatorio; l'associazione di volontariato socioculturale e di promozione umana "Un progetto al Femminile".don Gianni Bernardi - Parrocchia Gesù Redentore, Torino
La parrocchia di cui si presenta l'esperienza è quella di Gesù Redentore (17.000 abitanti), alla periferia di Torino nella zona industriale della Fiat Mirafiori; è retta da due preti. I parrocchiani, oltre che piemontesi, sono in maggioranza veneti e meridionali; i loro figli sono già nati a Torino. La parrocchia è oggi caratterizzata da forti marginalità come la crisi occupazionale e le nuove e povertà. La presenza extra comunitaria non è vissuta come minaccia perché non è ancora massiccia: alcune famiglie peruviane, somale, dei paesi dell'est in particolare Russia, Romania, pochi cinesi, molti marocchini. L'interessamento della parrocchia per il mondo degli immigrati è scaturito perciò non da una necessità, ma da una preoccupazione pastorale: "Come aiutare la comunità a vivere oggi il vangelo, come testimoniare la carità, come aprirci al mondo. Come combattere la rassegnazione, come reagire positivamente". Preesiste una tradizione di comunità aperta in quanto la parrocchia, sorta con il quartiere, da sempre è attenta ai problemi sociali e del lavoro (giovani, casa, lavoro, disoccupazione). Con questa sensibilità sono stati affrontati i risvolti pastorali dell'accoglienza agli immigrati: a) Prima fase, quella dell'emergenza caratterizzata dall'accoglienza (ascolto - conoscenza- risposta ai bisogni); b) Seconda fase, quella dell'integrazione sociale e nella comunità cristiana e della corresponsabilità. Passare da singole esperienze, associazioni, iniziative ad un "Progetto pastorale" pensato nel Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP), accolto dagli operatori pastorali. (catechesi, giovani, liturgia, carità) e vissuto da tutta la comunità cristiana. Da ciò sono nate nuove esigenze pastorali. Anzitutto, l'esigenza di un accompagnamento spirituale dei cristiani impegnati, più programmato, profondo e continuativo, ripensando la propria fede, le motivazioni all'impegno, la riscoperta della ce

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