UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Non vi sarà alcun bisognoso tra di voi

Schede in preparazione del Giubileo
17 Marzo 1999

rofonda vigilanza del cu ore per una sempre rinnovata fedeltà alla Alleanza e alle sue esigenze di fraternità e di giustizia?
- Nella nostra comunità la presenza dei poveri è percepita come una ferita al progetto di Dio? Come si situa di fronte ad essi?
PER CONTINUARE LA RICERCA "Occupano per primi i beni comuni e, per averli occupati per primi, li fanno propri. Ma se ciascuno prendesse solo ciò che è richiesto per suo uso e lasciasse il resto a chi è bisognoso, nessuno sarebbe ricco, nessuno povero… Avido è colui che non i contenta del necessario, e ladro è colui che toglie agli altri quanto è loro. E tu non sei forse avido o ladro, dal momento in cui ti appropri di ciò che ti fu dato soltanto perché tu lo amministrassi? Se diamo il nome di ladro a chi spoglia dei propri abiti qualcuno che è vestito, daremo forse altro nome a chi non veste un ignudo, pur potendolo fare? All'affamato appartiene il pane che tu conservi, all'uomo nudo il mantello che tieni nel baule, a chi va scalzo le scarpe che marciscono a casa tua, al bisognoso il danaro che tieni nascosto. Così tu commetti tante ingiustizie quanta è la gente cui potevi donare" (S. Basilio).
PER LA NOSTRA PREGHIERA "Gli idoli delle genti sono argento e oro, opera delle mani dell'uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, Hanno narici e non odorano, hanno mani e non palpano, hanno piedi e non camminano; dalla loro gola non emettono suoni. Sia come loro chi li fabbrica E chiunque in essi confida" (Ps 115, 4-8).1. "NON VI SARÀ ALCUN BISOGNOSO TRA VOI" (DEUT. 15,4) IL LIBRO DELLA BIBBIA "Alla fine di ogni sette anni celebrerete l'anno di remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che abbia diritto a una prestazione personale in pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l'anno di remissione per il Signore. Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere. Del resto, non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il Signore certo ti benedirà nel paese che il Signore tuo Dio ti dà in possesso ereditario, purché tu obbedisca fedelmente alla voce del Signore tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti do. Il Signore tuo Dio ti benedirà come ti ha promesso e tu farai prestiti a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito; dominerai molte nazioni mentre esse non ti domineranno. Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città del paese che il Signore tuo Dio ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova. Bada bene che non ti entri in cuore questo pensiero iniquo: E' vicino il settimo anno, l'anno della remissione; e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla; egli griderebbe al Signore contro di te e un peccato sarebbe su di te. Dagli generosamente e, quando gli darai, il tuo cuore non si rattristi; perché proprio per questo il Signore Dio tuo ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano. Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese; perciò io ti do questo comando e ti dico: Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nel tuo paese" (Deut 15, 1-11).
PER COMPRENDERE IL TESTO - Quando l'autore di questo libro dettava le norme per l'anno giubilare l'evento dell'esodo era ormai lontano. Il popolo da tempo si era insediato nella terra promessa e vi aveva costruito delle città, diventando così sedentario. Ma ben presto erano cominciate anche le sperequazioni e le ingiustizie: mentre alcuni per necessità erano costretti a vendere tutto, altri accumulavano enormi possedimenti e ricchezze. L'autore si chiede allora come tener viva nella coscienza e nello stile di vita del popolo la memoria di ciò che lo aveva fatto nascere.
- L'istituzione giubilare mira a questo e sottolinea due aspetti fondamentali: nell'esodo un gruppo di schiavi è diventato un popolo di liberi e la terra, garanzia della libertà ricevuta, non può essere alienata e diventare occasione di sfruttamento nei confronti del fratello. "Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini" (Lv 25,23): rivendicando la proprietà della terra Dio si fa garante della libertà di tutti, specie dei piccoli e dei poveri.
- Il popolo è invitato allora a vigilare sul proprio cuore, per verificare la sua fedeltà all'Alleanza, e memoria di questo appello è il povero: la sua sola presenza è il segno del peccato del popolo, del venir meno al progetto di Dio, della adesione agli idoli, voce che si alza ad invocare giustizia. I profeti, e Gesù stesso, raccoglieranno questo grido come parola di Dio che invita alla fedeltà.
IL LIBRO DELLA VITA - Gli idoli in nome dei quali l'uomo fabbrica il povero cambiano volto e nome nel corso della storia ma provocano sempre i medesimi risultati: fame, dolore, morte… Che nome hanno gli idoli che abitano oggi anche la nostra vita e quella degli uomini del nostro tempo?
- "Bada bene che non ti entri nel cuore questo pensiero iniquo…". Nessuno è esente dal pericolo dell'idolatria, che si insinua talvolta in maniera subdola anche nella vita del credente. Quali sono i segni che ci invitano ad una più p

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