UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Mons. Fabiano Longoni

Nato a Milano il 25 settembre 1957 ed ordinato sacerdote a Venezia dall'allora Patriarca card. Marco Cè il 27 giugno 1981, don Fabio (Fabiano all'anagrafe) Longoni ha conseguito la Licenza e il Dottorato in Scienze sociali e la specializzazione in Etica e Dottrina sociale della Chiesa presso l'Università Gregoriana di Roma. È titolare della cattedra di Teologia morale sociale e Diritti umani presso la Facoltà di Diritto Canonico dello Studium Generale Marcianum di Venezia e di Teologia morale sociale presso l'ISSR San Lorenzo Giustiniani di Venezia. Dirige da alcuni anni il Master Universitario in Gestione etica d'azienda, in partnership con l'Università Ca' Foscari di Venezia e la SDA Bocconi di Milano.

25 Settembre 2013
Carissimi amici efratelli e sorelle nel Signore,
la Chiesa Italiana mi chiede questo servizio in favore delle nostre Chiese, lo accetto con una certa trepidazione.
 
Il mio primo pensiero va in questo momento ai miei genitori, ormai passati alla casa del Padre, entrambi lavoratori nelle fabbriche di Milano prima e durante la guerra, poi piccoli imprenditori turistici. Mia madre figlia della Puglia, emigrante al nord subito dopo la prima guerra mondiale con la sua famiglia piena di speranza e di grande volontà d’intraprendenza incontrò mio padre lombardo, prima agricoltore e poi lavoratore artigiano nelle prime fabbriche di arredamento della Brianza. Mi sento figlio di questo incontro di ideali e speranze, semplici ma tenaci. Se l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, lo dobbiamo a tutti coloro che ci hanno preceduto con questi ideali. Entrambi mi hanno dato il senso del lavoro, della dedizione che esso comporta quando diviene mezzo per proseguire l'opera del Creatore. Mi hanno dato il senso di appartenenza a questo Paese unito dalla volontà di riscatto nel secondo dopoguerra e allo stesso tempo quando le cose volsero in un'altra direzione della capacità di autopromozione, creandosi un lavoro nel settore turistico scommettendo sulla rinascita economica di quegli anni.
 
Perdonate se in questo breve messaggio ho citato un pezzo di storia di persone umili, ma credo che Dio ci parli attraverso la memoria di chi ci ha preceduto e ci incontri nelle quotidianità delle nostre scelte che consegniamo a coloro che ci seguiranno. Penso ai tanti giovani che in questo momento in Italia soffrono le tante situazioni di disagio a causa dei ritardi decisionali per favorire l’inserimento nelle attività produttive e verso i quali abbiamo una responsabilità ineludibile.
 
Desidero quanto prima, incontrarvi e conoscervi, perché so che Dio mi donerà molto attraverso questi momenti, nessuno di noi è inutile, ma costituisce sempre un’occasione per ampliare la nostra conoscenza di Dio della sua Immagine impressa nei nostri volti.
 
Che Cristo illumini questo incontro, per educarci e lavorare insieme alla comprensione e alla diffusione della ricchezza che Cristianesimo ha seminato nel mondo nelle realtà dell'impegno civile, sociale, lavorativo a tutti i livelli.
 
Infine un sentito grazie a don Angelo Casile, direttore di quest’Ufficio CEI dal 2008 al 2013, ai suoi collaboratori, don Pasquale, sr. Erika, Piero, Cristina, Flora e Lina, che ora saranno al mio fianco per portare avanti il lavoro presente e futuro.
 
Concludo con ancora nel cuore le parole di Papa Francesco a Cagliari:
«Signore Dio guardaci! Guarda questa città, questa isola. Guarda le nostre famiglie. Signore, a Te, non è mancato il lavoro, hai fatto il falegname.
Eri felice. Signore, ci manca il lavoro. Gli idoli vogliono rubarci la dignità. I sistemi ingiusti vogliono rubarci la speranza. Signore, non ci lasciare soli. Aiutaci ad aiutarci fra noi; che dimentichiamo un po' l'egoismo e sentiamo nel cuore il "noi", noi popolo che vuole andare avanti.
Signore Gesù, a Te non mancò il lavoro, dacci lavoro e insegnaci a lottare per il lavoro e benedici tutti noi. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Un caro saluto a tutti, vi porto nel cuore».
 
Ecco anche il mio auspicio "aiutatemi ad aiutarvi" come sarò capace con i miei limiti e difetti, ma vi assicuro con tutta la buona volontà necessaria.
 
Un caro saluto
 
Don Fabiano Longoni
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