UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Messaggio per la Giornata del Ringraziamento del 2000
Un giubileo tra terra e cielo

6 Novembre 2000

. Si apra la porta delle chiese, ma so prattutto delle case, nei loro confronti. E, sempre, la porta dei cuori. Siamo perciò vicini ed esprimiamo la nostra solidarietà a tutti coloro che in quest'anno di lavoro nei campi hanno avuto incidenti (purtroppo sempre più frequenti!), hanno subito danni alle colture per la grandine o la brina o gli incendi. A chi ha perso il raccolto per varie cause. Tutti sono oggi nella nostra preghiera, perché anche per loro il Giubileo sia speranza e coraggio rinnovato e li aiuti a superare la tentazione, frequente, di abbandonare il lavoro nei campi, per cercare altrove una soluzione, apparentemente più facile, ma non certo così vera.
Ci benedica la Trinità santissima, alla quale salga la lode della nostra preghiera e del nostro impegno fiducioso nel lavoro dei campi come inno incessante di ringraziamento, di amore e di giubilo.

Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace
Roma, 12 novembre 2000 Ogni anno, la Giornata del Ringraziamento ha un significato intenso, profondo. Vi si respira la gioia del creato nel produrre frutti di ogni specie, per la vita dell'uomo. Ma anche la gioia dell'uomo nell'aver contribuito a questo dono, con il suo duro lavoro. Così ogni giornata del ringraziamento è una festa. Festa d'incontro tra cielo e terra, tra il creato e l'uomo. Incontro tra Dio e l'uomo, Lui Creatore e Padre, noi, frutto di questo amore infinito e perenne.
Ma quest'anno, la gioia è ancora più grande. E l'anno del Giubileo, che nasce proprio dalla terra. E noto, infatti, che il Giubileo sgorga dalla necessità del riposo. Ogni sette giorni riposa Dio nel suo lavoro di Creatore. Ogni sette giorni riposa anche l'uomo. Ogni sette anni, è la terra stessa che riposa, si forma: così il sudore è asciugato, gli schiavi sono liberati. Infine ogni sette volte sette anni, cioè ogni cinquant'anni, la Bibbia prevede il grande Giubileo. Qui la sosta è totale. Anche i debiti sono rimessi e le proprietà tornano al loro primitivo padrone e in un certo senso, tornano a Dio, che ce le ha date come in prestito.
E quello che può accadere anche in quest'anno 2000, anno del grande Giubileo! Che ci dice questo Giubileo dei lavoratori della Terra?
1. Il Giubileo diventa la memoria vivissima che ogni uomo, anzi ogni cosa, è dono, e le terre appartengono, prima che a noi, al Signore, Dio del cielo e della terra. 2. Poi senti che il Giubileo è freschezza, un risvegliarsi dal sonno. La stessa sensazione che ha ogni contadino, quando inizia la sua giornata alle prime luci del mattino e la rugiada gli ricorda che Dio ha fatto bene ogni cosa e che la natura è bella. Noi, purtroppo, non siamo spesso capaci di custodirla così, intatta e fresca. L'abbiamo sciupata e talvolta anche rovinata. Torniamo a quella bellezza primordiale, a quella verginità che hanno le cose, quando le guardiamo con occhi di rispetto e non di avidità.
3. Giubileo è quindi custodia, amore alla terra. Ecologia attenta e serena. Non mitizzata, ma cercata nei gesti di ogni giorno. Prodotti naturali il più possibile e cibi veri, preparati con passione e con sapienza.
4. Giubileo è rispetto del bosco. Inteso come rispetto del bene comune, lo spazio di tutti, le cose di tutti. Rispetto che è lotta agli incendi, che hanno devastato mezza Italia, nel corso dell'estate, spogliando la terra e rendendola poi preda delle alluvioni, come quelle che si sono verificate ultimamente e tragicamente in terra di Calabria.
5. Giubileo è saper lavorare insieme. Se non sei solo tu il padrone, ciò significa che più mani, intrecciate insieme sanno collaborare meglio al disegno del Padre, per un servizio migliore. Si sviluppi la cooperazione, frutto del Giubileo. E se ne tengano alte le motivazioni sociali e religiose, là dove è già ben presente. E la si fondi, sempre, sulla coscienza crescente della gratitudine per la terra, dono di Dio per la gioia di tutti.
6. Giubileo è riconciliazione con chi noi stessi abbiamo sfruttato, non rispettato e non valorizzato. E riconciliazione soprattutto con i lavoratori agricoli stranieri, che svolgono i lavori più pesanti e spesso non sono tenuti in regola. Hanno una pietra sulle spalle. E chiedono a noi tutti di ricordarci di quando anche noi, italiani in terra straniera, bussavamo alla porta di case ricche, ricevendo spesso un duro rifiuto. La soluzione sta nella giustizia e nella solidarietà.
7. Infine il Giubileo ci provoca recuperare, a livello spirituale e sociale, il GIORNO DEL SIGNORE, la Domenica. Sia rispettata. Non vi sia lavoro, tranne nei casi di necessità che ben conoscono i lavoratori della terra. La domenica sia per tutti incontro, amicizia, dialogo con i figli e gli amici, un ritrovarsi insieme nella celebrazione eucaristica in parrocchia, per ringraziare il Signore, lieti dei doni ricevuti.
Non resti escluso nessuno, da questa gioia. I poveri soprattutto siano saziati ed accolti

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