UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Le caratteristiche e lo stile del primo annuncio

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27 Ottobre 1998

tà d el mondo facendo comunione, comunicazione, solidarietà. In Cristo, questo crescita è entrata nella sua fase di definitività per cui la realtà che sta crescendo è quella che sarà in eterno. Il terzo punto di questo messaggio è che nell'oggi di Dio questa crescita si riveste di aspetti nuovi. Ecco in sintesi la mia relazione. L'obiettivo è quello di chiarire l'annuncio; l'annuncio è ogni persona vivente; l'annuncio che la persona vivente porta è che essa cresce in un mondo in crescita, contribuendo alla comunione piena che in Cristo ha raggiunto la sua dimensione di definitività che non è statica, ma che, nel corso dei tempi, si colora sempre di realtà nuove.
Il testo integrale della relazione può essere richiesto a unpsl@chiesacattolica.it.
padre Dalmazio Mongillo
Il tema che mi è stato affidato è un tema delicato che ho considerato come uno spartito musicale da interpretare e che ora mi sforzerò di eseguire. La proposta che faccio è semplice, radicata profondamente nella Parola di Dio e nell'insegnamento della comunità cristiana, ed è una Parola che credo illumini il nostro cammino. Mi è stato chiesto di parlare del primo annuncio e, cercando di interpretare il suo significato, sono pervenuto alla conclusione che l'annuncio è sempre primo; che l'annuncio cristiano non ha un prima e un dopo ma è l'annuncio di Colui che ieri, oggi, e sempre è la rivelazione del Padre, è l'annuncio di tutti i tempi. Lo portò a nome del Padre un angelo ad una donna, chiamata Maria, che era promessa ad un uomo di nome Giuseppe che era un operaio. L'angelo le disse "Piena di grazia, il Signore è con te; da te nascerà il Figlio". Il primo annuncio è tale che colui che porta il messaggio, il fine per cui lo porta, è la stessa persona, cioè ognuno di noi è l'annuncio di Dio fatto al mondo perché ogni persona insieme con noi, cresca e viva. Dunque quando la persona vive nella semplicità della sua vita, è la messaggera, l'annuncio e il fine stesso dell'annuncio, perché il Signore non si serve semplicemente di noi per portare un messaggio, ma ci associa all'annuncio stesso che Egli è. Questo è il concetto che vorrei sviluppare. Gesù non ha lasciato il suo annuncio a delle carte, ma l'ha affidato a delle persone che non sono degli esseri isolati, ma in ognuno di loro parla Lui, parla il popolo di Dio, per cui essi annunciano agli altri in nome di Cristo e del popolo di Dio. Questa è la grande novità cristiana, che l'annuncio è l'uomo vivente e non è, invece, un supplemento da aggiungere alla vita; che non dobbiamo fare tante cose per annunciare, solamente vivere innestati nella realtà che ci porta verso il Sabato senza tramonto. Per ogni persona la via per essere se stessa è una sola, quella di accrescere la vitali

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