UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

La missione popolare dei Catechisti Rurali

Alcune esperienze significative di pastorale del mondo rurale
17 Marzo 1999

'uomo in radice, e con l'uomo rinnovare la storia. Urge da noi una capacità di inculturare la fede, che non significa ridurla a cultura, ma far si che generi nuova cultura, battezzare i valori propri dei luoghi di "missione", portandoli a pienezza, purificandone le devianze. Ci sforziamo affinché la Parola, che è per sempre, risulti udibile, incidente nell'oggi, in questo intenso e drammatico trapasso di cultura e nei luoghi di missione che spesso hanno tanto potenziale ma anche tanto i blocchi che impediscono perfino una vita puramente umana. Spesso l'uomo che si incontra durante la missione non è del tutto liberato, ma si nota che bussa all'Evangelo, alla Chiesa e l'Evangelo quindi per l'uomo oggi ci provoca ad una missione di salvezza che sia integrale, attualizzata, storica
7. Ogni missione è "particolare" Il nostro tempo invita, a svegliare la nostra creatività. Da qui la necessità che gli interventi, oltre che di puntualità all'oggi, necessitano anche di inventiva, di fantasia. Del resto la fantasia è, forse, l'area più sacra dello spirito umano. Dio è fantastico e fantasioso. (W. Goethe: "Avere fantasia non è tanto dire cose nuove, quanto dire cose vecchie come se non fossero mai state dette prima").
I punti successivi all'inizio del file allegato1. Un dato di fatto
E' un dato che "l'evento giubileo" ha posto la necessità della riaffermazione della natura propria della Chiesa (il suo "essere" missionaria). In ogni Diocesi è tutto un fermento perché le Chiese locali riscoprano la loro natura specifica e "dalla missione popolare" arrivino alla consapevolezza di un continuo stato di missione per dare alle stesse chiese la capacità di incidere nella storia e nel territorio.
2. Lo specifico dei Missionari Ardorini Carta d'identità dei Missionari Ardorini
NOME UFFICIALE: Pii Operai Catechisti Rurali NOME POPOLARE: Missionari Ardorini DATA DI FONDAZIONE: 8 Dicembre 1928 FONDATORE: Don Gaetano Mauro (1888-1969) LUOGO DI FONDAZIONE: Montalto Uffugo (Cosenza) RICONOSCIMENTO PONTIFICIO: 28 Giugno 1943 MOTTO: "Cercate prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù." (Mt 7,33) CAMPO DI APOSTOLATO: - Il mondo agricolo-rurale. Catechesi. Giovani SCOPO DELL'APOSTOLATO: - La santità della vita cristiana. - Il valore e la dignità del lavoro agricolo. - La serena letizia della vita nei campi FORME DI APOSTOLATO: - Oratori Rurali; Missioni popolari rurali; - Missioni estere; - Animazione catechistica; - Centri di spiritualità; - Predicazione; Parrocchie; Scuole.
3. L'apostolato dei Missionari Ardorini Catechisti Rurali fu il primo nome della Congregazione accanto a quello, più popolare, di Missionari Ardorini. Un nome che costituisce il programma della Congregazione. Missionari che hanno come campo di apostolato l'ambito agricolo-rurale: e cioè, sia le persone che praticano l'agricoltura e sia quelle che, pur esercitando altre professioni, vivono in ambiente influenzato dall'agricoltura, condividendo quell'insieme di mentalità, interessi, ritmi e stile di vita, religiosità e cultura: insomma tutto quell'insieme di valori che costituiscono ed esprimono il mondo rurale. A questo campo di apostolato i Missionari Ardorini si presentano con la prerogativa dei catechisti. E la loro caratteristica: si tratta di parlare a tu per tu con le persone che, per essere state già evangelizzate, hanno delle conoscenze religiose, ma hanno ancora bisogno di approfondirle, rendersi conto, incarnarle nella loro vita. L'apostolato ardorino, quindi, abbraccia tutte le forme che permettono di portare il messaggio e la salvezza di Cristo agli uomini rurali di oggi. Tra queste forme di apostolato sono da elencare in particolare: Oratori rurali, missioni popolari rurali, missioni estere, centri di spiritualità, centri catechistici, predicazione, parrocchie, scuole.
4. Inseriti nell'azione della Chiesa "E necessario che la Chiesa dia prova oggi, come ha saputo fare in altre epoche della sua storia, di sapienza, di coraggio e di fedeltà evangelica, nella ricerca e nella messa in opera di vie e di prospettive nuove per l'insegnamento catechistico" (CT 17). "E che siano realmente collegate alla vita concreta della generazione alla quale si rivolgono, tenendo ben presenti le sue inquietudini e i suoi interrogativi, le sue lotte e le sue speranze; e che si sforzino di trovare il linguaggio comprensibile a questa generazione" (CT 49, RdC 76). Scrive il Card. Ruini: "Di fronte a noi sono i bisogni di fede degli adulti italiani e le loro attese, vivono e soffrono un tempo di cambiamento e di crisi, che tocca la globalità della vita, le verità fondanti, i valori etici elementari e coinvolge la stessa possibilità di pervenire a certezze di fede oggettive e universali. Eppure, anche in questo clima di incertezza e talvolta di smarrimento, non vi è per lo più un rifiuto preconcetto della componente religiosa dell'esistenza. Lo dicono tanti segni di ricerca del sacro; lo dice soprattutto quel senso diffuso di trepidazione per le sorti dell'uomo, per cui, pur disponendo di tante cose, uomini e donne di questa nostra terra sono come alla ricerca di risposte più soddisfacenti, di una felicità più genuina e sicura. E ancora vivo tra noi magari sopito e perciò da risvegliare, un desiderio di Vangelo, di una catechesi evangelizzante, che per certuni sarà consolidamento della fede cristiana apertamente professata, per altri, che si sentono carichi di dubbi e forse "lontani", sarà indicazione di un cammino di chiarificazione e di consolazione; per tutti varrà come annuncio di salvezza e come grazia per interpretare e vivere autenticamente gli avvenimenti gioiosi e dolorosi della vita; anzi per rendersi capaci di dare testimonianza agli altri del potere salvifico della parola del Signore".
5. Per una pastorale nuova Bisogna uscire da una pastorale che è situazione di cristianità, da una pastorale cioè che vive sui principi dell'atavismo della fede e dell'unanimità dell'appartenenza alla fede..., per metterci tutti in stato di evangelizzazione" (Dal Monte). "Suscitare una particolare sensibilità per tutto ciò che lo spirito dice alle Chiese e alla Chiesa, come pure alle singole persone attraverso i carismi a servizio dell'intera comunità" (TMA 23). Il Papa stesso non si nasconde che molti cristiani attraversano un momento di incertezza, che coinvolge non solo la vita morale, ma anche la preghiera e la stessa rettitudine teologale della fede. E evidente che non basta contentarsi di parole; bisogna agire su un piano di attuazioni pratiche, adeguate, commisurate e condotte in modo da far sentire un profondo calore umano-cristiano come animatore di questo interessamento, da essere totalmente rispettose della dignità delle persone, e contrassegnate da vivo senso della giustizia
6. In un contesto e con destinatari precisi L'uomo, che si incontra nelle "missioni", senza saperlo, o anche senza volerlo, nelle sue presunzioni e deviazioni, cerca il volto di Dio, anela la salvezza. La Chiesa ha il compito ineludibile di annunziare, testimoniare, veicolare la salvezza all'uomo concreto-storico. Di qui l'impegno perché la Parola non si fermi a generare emozioni intimistiche, ma a rinnovare l

ALLEGATI

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