UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

LA GIORNATA DELLA SOLIDARIETA’ 1999 – Messaggio di mons. Charrier

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24 Febbraio 1999

La "giornata della solidarietà" è una felice occasione per riflettere su alcuni valori e alcuni principi che presiedono ad una società degna dell'uomo e per costruire nel mondo "che è teatro della storia del genere umano, e reca i segni degli sforzi suoi, delle sue sconfitte e delle sue vittorie" (GS n. 2) il progetto di Dio che è pace, fraternità, solidarietà, giustizia, ecc. L'obiettivo che viene posto quest'anno è in sintonia con la preparazione al secondo millennio della nascita del Salvatore, e pone il suo fondamento sul detto di Gesù: "Cercate anzitutto il suo regno e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta" (Mt 6, 33). Queste altre cose vengono contraddistinte con: "solidarietà, giustizia e scelta dei poveri". La conversione richiesta per "approcciarsi" all'Anno Giubilare con sincerità di mente e di cuore deve essere tradotta in gesti concreti, che dicano la volontà di "andare controcorrente" in una società che privilegia l'egoismo, le concorrenza, l'arricchimento a qualsiasi costo, la violenza, lo squilibrio economico tra gli uomini e i gruppi sociali (oltreché tra le Nazioni). Educarsi sia nella fatica che l'andare controcorrente comporta, sia il confermarsi nella validità dell'impegno per una cultura di solidarietà, di giustizia e di preferenza per chi non ha e nulla conta, sono l'oggetto specifico della "giornata della solidarietà 1999". Il compito di tale giornata è specialmente di carattere educativo e culturale; così la si è voluta nel passato, convinti che saranno uomini giusti, solidali specialmente con i più poveri, a costruire una società alternativa all'attuale come insegna Gesù: "Ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi né un albero cattivo produrre frutti buoni" (Mt 7, 17-18). Le Chiese che vivono in Italia sono seriamente impegnate nello sforzo di evangelizzazione "non in maniera decorativa, a somiglianza di vernice superficiale, ma in modo vitale, in profondità fino alle radici, la cultura e le culture dell'uomo, nel senso ricco ed esteso che questi termini hanno nella Costituzione Gaudium et Spes, partendo sempre dalla persona e tornando sempre ai rapporti delle persone tra loro e con Dio" (EN n. 20). E' questo l'obiettivo del "Progetto culturale" della CEI. Anche le tensioni e le problematiche che la attuale società sta vivendo spingono a fare scelte ben mirate in ordine a valori sovente disattesi. Per quanto riguarda il lavoro umano la riflessione compiuta nel convegno del maggio dello scorso anno ci è certamente di aiuto; bisogna, comunque, comunicare a coloro che condividono la fatica dell'impegno quotidiano per l'uomo questi punti focali, senza i quali si corre il rischio di offrire palliativi e non riforme concrete e giuste. Alla base, infatti, delle nostre riflessioni vi era un cammino culturale che portava a valorizzare come "forze" capaci di cambiamento la solidarietà, la giustizia e la scelta dei poveri. Già nel 1981 i Vescovi italiani scrivevano: "bisogna decidere di ripartire dagli ultimi, che sono il segno drammatico della crisi attuale. Fino a quando non prenderemo atto del dramma di chi chiede ancora il riconoscimento effettivo della propria persona e della propria famiglia, non metteremo le premesse necessarie ad un nuovo cambiamento sociale. Gli impegni prioritari sono quelli che riguardano la gente tuttora priva dell'essenziale: la salute, la casa, il lavoro, il salario familiare, l'accesso alla cultura, la partecipazione" (Chiesa italiana e prospettive del Paese n. 4). La "giornata della solidarietà" è una tappa per comunicare una cultura nuova che porti alla "civiltà dell'amore", sovente auspicata dall'attuale Pontefice. Auspico che le Chiese della nostra Nazione sappiano usufruire, anche quest'anno, di questa occasione per evangelizzare e richiedere che si attui una seria "globalizzazione" della solidarietà.
+ Fernando Charrier

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