UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Intervento di Savino Pezzotta alla Tavola Rotonda 2 della Sessione Politica e Poteri

44a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani
9 Ottobre 2004

DEMOCRAZIA E RAPPRESENTANZE Il rapporto tra la rappresentanza sociale e quella politica è stato essenziale alla costruzione della moderna democrazia e in particolare di quella italiana. Se guardiamo agli attori che hanno fatto la storia della repubblica i partiti di massa, possiamo notare come gli stessi avevano in qualche modo definito una relazione molto forte con la rappresentanza sociale. Questo stretto rapporto ha, per lungo tempo, consentito una fluidità di interrelazioni e di circolarità cooperative, anche quando erano segnate dal conflitto e dall’autonomia che hanno determinato il formarsi dell’attuale modello sociale. Oggi non è più così.
I mutamenti avvenuti nel modello elettorale e la costruzione dell’attuale bipolarismo risentono fortemente di questo cambiamento che è quello più significativo che si è registrato nel nostro sistema politico. La profonda metamorfosi che ha coinvolto la rappresentanza politica che ha visto nell’ultimo decennio il sorgere di nuove forze, l’esaurirsi di altre, il cambiare continuo di sigle, di nomi e dei tratti tradizionali, è anche il risultato del modificarsi del rapporto con la rappresentanza sociale.
Il nostro modello democratico, il sistema politico e le stesse tradizionali forme della rappresentanza sociale e sindacale sono costretti a fare i conti con una fluidità sociale inedita, fatta dall’emergere di movimenti, associazioni che molte volte non durano più di una stagione ma che contribuisco a far crescere un più complesso sentire sociale. Tutto questo affonda le sue radici nella crescita del benessere, dell’istruzione e nella pervasività dei mezzi di comunicazione di massa. Si è determinato un intreccio che ha fatto crescere e ampliare la dimensione della soggettività individuale, un dato certamente positivo e da osservare con grande attenzione, ma che ha indebolito il senso dell’appartenenza sociale: le persone tendono a riunirsi più che ad associarsi e ciò indipendentemente dai riferimenti di appartenenza strutturale. Sorprende che anche in questi momenti di difficoltà economiche diffuse, il sociale continui a mantenere un elevato grado di fluidità e fatichi a condensarsi quasi a segnare un indebolimento anche della ragione economica...

ALLEGATI

<