UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Intervento a conclusione della Consulta

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15 Gennaio 2001

la. L'evangelizzazione va rilanciata in una realtà del lavoro che è molto fluido: il lavoro ha cambiato la sua fisionomia. Gruppi e Vangelo vanno dunque richiamati alla riscoperta del loro profondo rapporto e significato. A questo punto, gli elementi che seguono sono logici nella loro esistenza.
6° Impegno: L'Associazionismo. E da sostenere, così come tutto il mondo laicale, includendovi pure la politica. Ambiti duri e difficili, ma bisogna fermamente dire che offriamo a loro dei "criteri" per eseguire questa o quella scelta; diamo delle indicazioni che aiutino a maturare responsabilmente nell'impegno comune. Chiarezza magisteriale vicinanza e accompagnamento, capacità di discernimento nel quotidiano di ciascuno e sulle persone. Non dimentichiamo la Scuole di Formazione all'Impegno Sociale e Politico.
7° Impegno: Mantenere alta la tradizione e l'esperienza di Policoro e ne sottolineo positivamente soprattutto il metodo, ricco per interagire con tutte le pastorali e per aiutarci a camminare insieme. Premessa Un nuovo "fiume" si è immesso nell'alveo della PSL, è una nuova urgenza; bisogna mettersi in cantiere su questa nuova realtà, cioè sono arrivati tre nuovi affluenti così rappresentati: pastorale operaia, pastorale sociale (politica ed economia), giustizia e pace, creato. I settori sono dunque cinque: cinque sensori della realtà esistente.
Gli impegni che ci prendiamo
1° Impegno: Rinnovarsi spiritualmente, culturalmente e anche pastoralmente, dentro a questa nuova prospettiva. Come fare questo? Per poterlo fare ci avete chiesto delle indicazioni precise ed un Regolamento (almeno provvisorio). E questo bisogna fare per poter aiutare almeno le Commissioni regionali e Diocesane, ciascuna con la sua libertà e creatività, ad avere degli indirizzi, delle indicazioni. Dopo 25 anni si apre un'altra fase; quindi entrare spiritualmente, culturalmente e operativamente in questa nuova logica. Questo chiede a noi tutti di raccogliere la proposta, di creare gruppi di lavoro, almeno secondo le situazioni su uno o l'altro dei temi che voi ritenete più urgenti, almeno nelle Regioni. (Es. A Locri, ho le due realtà separate, con due responsabili, avendo affidato alla Commissione Giustizia e Pace di monitorare la realtà locale e il fenomeno della mafia, ma esigendo che i due si ritrovino insieme a vedere e valutare). Una sola Commissione, un solo referente, è questa la linea da adottare. E stato detto che il perno "lavoro" sia e resti il riferimento di base, o l'albero sul quale sono avvenuti i nuovi innesti, o il fiume in cui si sono immessi i nuovi affluenti. Attorno al lavoro ruota la politica, la giustizia, la pace, il creato. E importante mantenere questo riferimento perché il rischio che ci sta davanti è la frammentarietà. Non vogliamo un livellamento, ma le due parole forti che qualificano la nostra Commissione sono lavoro e pace.
2° Impegno: Nelle Commissioni a tutti i livelli nazionali, Regionali, Diocesani, bisogna ringiovanire. Non mi riferisco all'età , ma a nuove figure, realtà, esperienze, altre persone e proposte nuove, perché ci si deve far carico di tutti gli ambiti.
3° Impegno: La formazione. E utile tenere davanti agli occhi questa proposta, valida a tutti i livelli: dare al Nazionale, al regionale, ma anche ai Diocesani e alle realtà parrocchiali un Manuale (un Vademecum) che è da pensare con largo spettro. E questa autorevolezza magisteriale cui mi riferisco, produca ovviamente chiarezza per rendere efficacia alla nostra azione pastorale. Le tre cose dette attorno a questo manuale sono: idee, scelte, storia, da cui scaturisca chiarezza. Non uno strumento tutto manualistico, nemmeno un altro documento, ma qualcosa che sta a mezza strada tra i due, dove il richiamo alle idee portanti produca scelte chiare che rendano efficace il nostro stile. E una cosa grossa. Non so come faremo.
4° Impegno: La Pastorale Sociale e del Lavoro è di studio o è di animazione? Lo so che è un falso problema, ma quale privilegiare? Direi che è emersa la animazione, che vuol dire utilizzare il patrimonio e diffonderlo. La Dottrina Sociale bisogna studiarla, divulgarla, farla amare, ma seguire poi - per parte nostra - tutte le esperienze dentro la realtà, sostenere i segni che ci sono, rianimarsi, non scoraggiarsi né scoraggiare. In fondo si tratta di fare la scelta del quotidiano. (La Pastorale è quotidiana, non ordinaria).
5° Impegno: segue immediatamente, in linea logica, l'elemento essenziale che è l'evangelizzazione e quindi tutto quello che è stato detto e fatto in questa Consulta e quanto è stato prodotto nei preziosissimi fascicoli che conoscete, perché ci aiutino a portare il vangelo dentro questi ambiti. La proposta fatta di incontrarci per verificare la bontà di questi strumenti, l'effettivo uso di essi, consolidare esperienze avviate, interscambiare dove sono state fatte, aiutarsi reciprocamente a far sì che il vangelo arrivi, rimotivando una esperienza che mi ha stupito al sentir

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