UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Il creato e l’Eucaristia. Per una rilettura del mistero eucaristico in prospettiva di etica ecologica

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29 Marzo 2001

Il rapporto dell'eucaristia con la terra non è un abituale oggetto di approfondimento della teologia cattolica. L'autore che più decisamente si è orientato in questa direzione è stato indubbiamente il gesuita francese Pierre Teilhard de Chardin. Oltre all'opera centrale: L'ambiente divino, dove il cosmo intero è riletto come dimora di Dio e luogo della "cristificazione" inaugurata dall'incarnazione redentiva di Cristo, è sufficiente in questa sede ricordare i tre racconti mistici pubblicati nell'Inno dell'universo del 1916 e lo stupendo libretto La Messa sul mondo del 1923; un libretto scritto nel deserto di Ordos in Cina il giorno della Trasfigurazione quando, trovandosi senza pane e senza vino, il gesuita presenta a Dio la storia dell'universo come una grande offerta che in Cristo e nel suo Spirito riconduce tutto al Padre: "Poiché, ancora una volta, sono senza pane, senza vino e senza altare, mi eleverò al di sopra dei simboli alla pura maestà del Reale, e ti offrirò, io Tuo sacerdote, sull'altare della Terra totale, il lavoro e la pena del Mondo". La teologia ortodossa, per cultura e tradizione, è molto più sensibile a questo aspetto. Basta ricordare, tra i tanti, lo studio di I. Zizioulas, Il creato come eucaristia.
(Per scaricarsi l'intera relazione, cliccare sul file allegato: Rocchetta.rtf)

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