UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

I poveri ci danno occhi nuovi

Schede in preparazione del Giubileo
17 Marzo 1999

rto; se pacifichi un litigante, compiangi il litigante. Se noi amiamo Dio e il prossimo, non possiamo compiere tutte queste opere senza pena nel cuore. Queste sono le opere buone che provano che noi siamo cristiani. Infatti il santo apostolo dice: "Mentre abbiamo del tempo facciamo del bene a tutti" (Gal 6,20) E che dice egli ancora di queste medesime opere buone nel medesimo passo? "Questo poi dico: chi semina scarsamente, scarsamente mieterà" (2Cor 9,6) Parlando di semente, ha promesso il raccolto" (S. Agostino, Sermone sulla misericordia)
PER LA PREGHIERA Rendimi fedele, Signore. A questo filo di speranza E a questo minimo di luce Sufficienti per cercare. Rendimi fedele, Signore, a questo vino del tuo calice e a questo pane quotidiano sufficienti per campare. Rendimi fedele, Signore, a questo briciolo di allegria e a quest'assaggio di felicità sufficienti per cantare. Rendimi fedele, Signore, al tuo Nome sulle labbra, a questo grido della fede sufficienti per vegliare. Rendimi fedele, Signore, all'accoglienza del tuo Soffio, a questo dono senza ritorno, sufficienti per amare.
(Sr. Marie-Pierre di Chambarand)IL LIBRO DELLA BIBBIA "E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!". Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!". Allora Gesù si fermò e disse: "Chiamatelo!". E chiamarono il cieco dicendogli: "Coraggio! Alzati, ti chiama!". Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: "Che vuoi che io ti faccia?". E il cieco a lui: "Rabbunì, che io riabbia la vista!". E Gesù gli disse: "Va', la tua fede ti ha salvato". E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada" (Mc 10, 46-52). PER COMPRENDERE IL TESTO - Gesù è in cammino verso Gerusalemme ed è ormai alle porte della città, quando si imbatte in un cieco, Bartimeo. Egli ha bisogno di tutti, dipende dagli altri, è seduto sul ciglio della strada e partecipa a quello che succede attraverso quello che gli dicono. E' cosciente della sua povertà e la grida con tutta la forza di cui è capace,
- Sulla stessa strada c'è anche la folla. Essa è convinta di vederci e percepisce le grida di Bartimeo come qualcosa che disturba la sua festa e cerca perciò di farlo tacere.
- Gesù sceglie di stare dalla parte di Bartimeo; si ferma, lo fa chiamare, lo ascolta e gli fa il dono della luce, non solo quella che gli permette di vedere le cose e il mondo, ma anche quella che lo guida a percepire il segreto nascosto delle cose e della vita. E mentre guarisce la cecità di quell'uomo rivela nello stesso tempo alla folla la sua cecità e la necessità di essere guarita. Essa, tutta preoccupata di far tacere il cieco, viene inviata da Gesù a chiamarlo, a condurlo a lui, a mettersi a suo servizio, ed è così condotta ad imparare che solo mettendo il povero al centro, ascoltando il suo grido di dolore, essa può cominciare a vedere secondo il cuore di Dio.
IL LIBRO DELLA VITA - Noi viviamo in un mondo dove sembra che la speranza non sia più di casa; siamo sempre più affannati, presi dal vortice della vita, sempre più incapaci di sognare il futuro. Quali segni di stanchezza e di invecchiamento scopri attorno a te?
- Per noi, gente bene installata, il futuro fa paura; ma nel momento in cui ci apriamo al grido del povero diventa gravido di promesse. Abbiamo bisogno di qualche Bartimeo che, facendosi incontro a noi, ci guarisca dalla nostra cecità… Le nostre comunità sanno ascoltare i poveri e dare voce al loro grido oppure sono preoccupate che le sue grida non siano di disturbo?
- Quali passi possiamo fare per essere sempre più una comunità in ascolto del grido del povero?
PER CONTINUARE LA RICERCA "Desideriamo intrattenervi, o buoni fedeli, sul valore della misericordia. Per quanto io sappia, per averlo sperimentato più volte, che voi siate pronti ed inclini ad ogni opera buona, tuttavia è necessario che teniamo su questo argomento un sermone di impegno particolare. Vediamo dunque: che cos'è la "misericordia". Null'altro si potrebbe dire, che "Una miseria raccolta nel cuore". La parola "misericordia" deriva dal dolore che si prova per il misero. Vi troviamo i due termini: "miseria" e "cuore". Quando dunque la miseria altrui tocca e colpisce il tuo cuore, quella è misericordia. Osservate, fratelli miei, che tutte le opere buone che compiamo nella vita sono opere di misericordia. Ad esempio: tu porgi del pane ad un affamato: la tua misericordia venga dal cuore, non dal disprezzo, trattando come un cane un uomo simile a te. Quando, dunque, tu compi un atto di misericordia, se offri un pane, compiangi l'affamato; se dai da bere, compiangi l'assetato; se offri un abito, compiangi colui che è nudo; se accogli un ospite in casa, compiangi il pellegrino; se visiti un infermo, compiangi l'ammalato; se seppellisci un defunto, compiangi il mo

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