UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Donna: corpo e persona – Prefazione

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31 Dicembre 1998

clesiale, alla Parola di Dio, alle esperienze vissute dalle donne.
Donna. Corpo e persona raccoglie contributi diversi organicamente impostati e curati nella stesura finale dal CIF (Centro Italiano Femminile), segue il percorso metodologico di Donne in cammino, pubblicato a cura dello stesso Coordinamento MD nel 1996 a conclusione di un approfondimento degli interventi di Giovanni Paolo Il per la Conferenza mondiale di Pechino.
Come il primo, vuole essere il tentativo di dare risposta in termini di accresciuta consapevolezza e di impegno ecclesiale a un cambiamento di cultura secondo le linee tracciate dall'attuale Pontefice. L'articolazione degli argomenti segue una logica didascalica: di qui il riferimento al Magistero della Chiesa e alla Scrittura, l'individuazione di itinerari formativi, la proposta di esperienze femminili, le piste tematiche per l'approfondimento.
Nel quadro di preparazione al grande Giubileo del 2000 è desiderio, di quante hanno collaborato a realizzare tale lavoro, promuovere all'interno di gruppi, comunità e associazioni, un dialogo e una ricerca sull'autentico significato della corporeità femminile per la formazione di una mentalità evangelica nei confronti della dignità dell'essere donne, e uomini, in questo nostro tempo.L'insegnamento sul significato teologico e antropologico della sessualità e della corporeità sia maschile che femminile insistentemente ritorna nel Magistero di Giovanni Paolo Il che, commentando i racconti della Creazione, fin dall'inizio del suo pontificato, ripetutamente parla della sessualità come dono che correda essenzialmente il corpo umano. "Non c'è rottura e contrapposizione tra ciò che è spirituale e ciò che è sensibile, tra ciò che umanamente costituisce la persona e ciò che è determinato dal sesso... L'uomo mediante la sua corporeità, la sua mascolinità e femminilità, diventa segno visibile della verità e dell'amore... La presenza dell'elemento femminile accanto a quello maschile e insieme ad esso, ha il significato di un arricchimento per l'uomo in tutta la prospettiva della sua storia, ivi compresa la storia della salvezza" (Giovanni Paolo II).
Nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem (1988) Giovanni Paolo Il ripropone i fondamenti biblici di un'antropologia uniduale con riferimento particolare alla specificità dell'essere donna e all'ethos della femminilità per delineare la vocazione-missione della donna nella società e nella Chiesa.
Una rilettura del documento pontificio, a dieci anni dalla pubblicazione, offre ancora uno sfondo significativo per ripensare il tema della corporeità femminile, simbolo di accoglienza e di relazionalità, che non può essere racchiuso nei tradizionali limiti di ruoli naturali, ma assume il significato anche di realtà attraverso la quale si esprime un'autentica liberazione della donna.
Il Coordinamento Mulieris dignitatem, sostenuto dall'Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro e dall'Ufficio nazionale per la famiglia della CEI, si è impegnato in una riflessione a sfondo pastorale su diversi temi: le età della vita, i problemi della formazione, le influenze sociali, le esigenze della vocazione cristiana, le istanze culturali, accompagnando il ragionamento con riferimenti al magistero ec

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