UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Dichiarazione sugli eventi dell’11 settembre e sulle loro conseguenze

Giustizia e pace
10 Ottobre 2001

ostituirà un mezzo d’inestim abile valore per la lotta della Comunità Internazionale e degli stessi Stati Uniti contro il terrorismo.
7. Tutti noi abbiamo bisogno di impegnarci per una riflessione personale e in una conversione continua e per un dialogo rinnovato tra le culture e le civiltà. Mentre continuiamo a pregare per le vittime degli attentati di settembre, per coloro a cui sono affidate le immense responsabilità di guida politica nella crisi attuale e per le vittime della violenza in ogni parte del mondo, ci impegniamo a lavorare insieme per costruire un ordine mondiale in cui tutte le persone possano fare esperienza della giustizia, della pace e della vera libertà.
Budapest, 30 settembre 2001.
Nostra traduzione dall’inglese.
Conferenza delle Commissioni Europee di Giustizia e Pace
DICHIARAZIONE SUGLI EVENTI DELL’11 SETTEMBRE E SULLE LORO CONSEGUENZE
1 . Noi, Conferenza delle Commissioni Europee di Giustizia e Pace, riuniti per la nostra Assemblea Generale a Budapest, condanniamo fortemente l’orribile attacco terroristico avvenuto negli Stati Uniti d'America l’11 settembre scorso. Esprimiamo la nostra profonda partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, e la nostra ammirazione per tutti coloro che hanno rischiato o hanno perso la loro vita nelle operazioni di salvataggio. Abbiamo pregato per queste vittime nel nostro incontro e lo faremo ancora in futuro, così come per il popolo degli Stati Uniti che ora si trova a doversi confrontare con la catastrofe avvenuta in casa propria.
2. Questi crimini sono stati perpetrati probabilmente da piccoli gruppi molto ben organizzati. Rigettiamo qualsiasi attribuzione di responsabilità collettiva ai Musulmani, al popolo Arabo in generale, o, ai popoli del Medio Oriente. Rifiutiamo inoltre qualsiasi affermazione che voglia vedere in questi attentati l'esistenza di una ostilità intrinseca tra religioni o civiltà. Disapproviamo anche le dichiarazioni di autorità religiose tese unicamente a difendere interessi di gruppo e politici o a promuovere la violenza e riaffermiamo il ruolo profondo che la religione può avere per ispirare il rinnovamento del cuore e per promuovere la riconciliazione individuale e collettiva che sola può aprirci al dono della pace. E' particolarmente urgente trovare giuste soluzioni alla crisi della Terra Santa, punto cruciale per l'incontro delle Comunità di Fede.
3. Il terrorismo costituisce un disprezzo radicale alla dignità del genere umano e per le strutture di Diritto internazionale e di governo. Deve essere compiuto ogni sforzo per eliminarlo nella cornice del Diritto internazionale. Mentre le leggi internazionali riconoscono il diritto intrinseco all'auto difesa contro un attacco, noi, come cristian i, insistiamo nel dire che ogni azione militare indiscriminata sarebbe radicalmente contraria ai nostri principi di fede e di etica. Inoltre, inevitabilmente, ogni risposta agli attentati innesca un nuovo e, se possibile, peggiore ciclo di violenza. Crediamo fermamente che la sfida decisiva in questo momento sia evitare che i nostri specifici valori umani vengano sminuiti per reazione alla disumanità di altri.
4. Nulla può giustificare attentati, come quelli commessi l’11 settembre. Noi pensiamo anche che questi eventi ci chiedano una riflessione. Così come la pace è il frutto della giustizia, il mantenere l'ingiustizia è legato alla radice della violenza, perché crea le condizioni di disperazione che alcune forme di terrorismo poi sfruttano. Noi, dunque, dichiariamo che una risposta essenziale a questi attacchi è per i Paesi ricchi il rivedere e radicalmente cambiare le loro relazioni con i popoli che mancano dei mezzi per vivere in condizioni di umana dignità. Come Conferenza Europea chiediamo in modo particolare ai Paesi dell'Europa e all’Unione Europea come tale, di impegnarsi maggiormente per il conseguimento di un ordine economico internazionale equo. Siamo solidali con i cittadini degli Stati Uniti che stanno chiedendo dì ri-esaminare la posizione del loro Paese nel mondo globalizzato.
5. In molte parti del mondo interi gruppi di uomini sono privi di qualsiasi strumento per dibattere democraticamente le loro politiche nazionali, scegliere i loro leaders politici ed esercitare i loro diritti umani. Noi chiediamo ai governi di promuovere una partecipazione politica piena. Al fine di vincere la violenza, questo non è meno importante del sostegno allo sviluppo economico.
6. La ricerca di un ordine mondiale giusto richiederà cambiamenti ancora lontani per gli strumenti giuridici e politici internazionali: noi crediamo che il rafforzare l'autorità e le risorse delle Nazioni Unite e sviluppare la Corte Criminale Internazionale c

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