UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Dall’angoscia per l’ambiente alla gioia per il creato. Formazione cristiana per uno sviluppo sostenibile

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31 Maggio 2000

e, la tematica ambiente ha grande rilevanza. S pesso i giovani vivono i problemi dell'ambiente come fonte di proccupazione. Gli ambienti giovanili ecclesiali da tempo con iniziative differenziate ed innovative sono stati e rimangono attenti ai problemi ambientali. I gruppi giovanili sono invitati a dar vita a "laboratori per il futuro" per esaminare nuove forme sociali. Anche nella formazione degli adulti questi problemi devono essere trattati nell'am-bito di conferenze e giornate formative. Le possibilità sono molteplici: dai fon-damenti della responsabilità cristiana di fronte al creato sino ai rapporti con le questioni attuali in politica e in economia. Anche qui non ci si dovrebbe limitare ad offrire nozioni. Piuttosto bisognerebbe offrire la possibilità di esperienze con la natura, di discussioni sui problemi ecologici del luogo e sulla loro soluzione e si iniziative per uno stile di vita ecologico (ad esempio negli sposta-menti, nel tempo libero, nel consumo). 1. Cultura dell'ambiente come parte costitutiva di una moderna formazione
Il superamento dei problemi ambientali presuppone una nuova concezione nei rapporti con la natura. Essa va ben oltre le misure tecniche, economiche o amministrative. Essenzialmente è questione di formazione. Infatti risposte creative alla sfida ecologica riusciranno se, nella formazione e nella pratica, si esigeranno le necessarie messe a punto e le competenze. Il coinvolgimento sociale nella protezione preventiva dell'ambiente dipende dal numero di cittadini che dispongono di sufficienti informazioni, di una visione complessiva dei problemi ecologici e delle possibili soluzioni. Essi devono averve conoscenze pratiche nel privato e nel professionale, avere una coscienza ambientale di fondo ed essere pronti a collaborare attivamente nella custodia del creato. Questo processo di presa di coscienza e di disponibilità operativa presuppone una esigenza pedagogica fondamentale. Non si tratta esclusivamente delle questioni specifiche relative alla protezione dell'ambiente, bensì dei problemi per la sicurezza del futuro di una società mo-derna e della giustizia tra nazioni industrializzate e paesi in via di sviluppo. L'impulso più importante del concetto di sviluppo sostenibile su cui si è trovata con-corde la conferenza mondiale di Rio di Janeiro, è l'interdipendenza in campo sociale, economico, culturale ed etico. Il tema dello sviluppo sostenibile è fondamentale per un autentico sviluppo dell'Europa nel XXI secolo. E già riconosciuto in importanti documenti ecclesiali sia come traduzione della responsabilità cristiana nei confronti del creato nel linguaggio della politica moderna e dell'economia e pure come parte della dottrina sociale (EKD/DBK Für eine Zukunft in Solidarität und Gerektigkeit, 1997, specialmente nr. 122-125; VI commissione della DBK, Handel für die Zukunft der Schöpfung, 1998, special-mente nr. 56-150). Si tratta di una formazione ed educazione eticamente fondata in vist a di uno sviluppo sostenibile (cf Agenda 21, capitolo 36) In questo campo si aspetta una intensa collaborazione delle Chiese.
2. Mete formative ed educative in vista di uno sviluppo sostenibile A monte di questi compiti stanno tre mete formative ed educative per uno sviluppo sostenibile.
a) Vedere: sensibilizzare all'osservazione della natura.
L'attenta osservazione dei dati dell'ambiente molto spesso rappresenta il primo passo per ripensare posizioni, valutazioni e comportamenti personali. Nel nostro mondo altamente tecnicizzato ed urbanizzato, tocca all'educazione e alla forma-zione promuovere l'osservazione della natura nella sua originalità, bellezza e multiformità. Nella formazione al rispetto dell'ambiente rimane primaria la partecipa-zione alla gioia ed al piacere del creato e non la descrizione di angoscianti pericoli ecologici. Questo approccio materiale-etico alla natura rappresenta il primo presupposto per apprezzarla e stabilire un'attitudine durevole e un rapporto responsabile verso il creato. Sono molto importanti anche i contatti concreti con la natura circostante e la formazione nel cogliere il significato dell'approccio estetico, la cura delle tradizioni che rendono familiari e motivi di gioia gli elementi della na-tura e il ritmo delle stagioni. La concezione cristiana dell'ecologia può portare ad un approfondimento religioso e contemplativo del rapporto della natura, creazione e dono di Dio. Questa è la base per un atteggiamento globale e razionale nei confronti della natura, per sentirsene parte e quindi per stabilire con essa un approfondito rapporto cultu-rale, estetico e religioso, scoprendovi molte radici della propria esistenza.
b) Giudicare: trasmettere una concezione seria dell'insieme dei problemi ecologici.
E impossibile un'adeguata comprensione della problematica ecologica senza collegare i problemi della salvaguardia del creato, dello sviluppo economico e della giustizia sociale a livello planetario. Tale visione integrata è essenziale per uno sviluppo sostenibile e mondiale. La formazione orientata alla persistenza dello sviluppo deve promuovere la capacità di un pensiero globale attento alle mutevoli influenze dei settori operativi scientifici, tecnici e socioculturali. Così la problematica dell'ambiente deve ponderare in modo originale gli orientamenti etici fondamentali della nuova società, le possibilità ed i limiti della tecnica come pure il situarsi dell'uomo nella natura. Il concetto di sviluppo sostenibile suppone una mentalità economica e di vita in cui il valore essenziale non è rappresentato dal massimo consumo possibile, bensì dal benessere sociale ed eco-logico. Questa tesi pone il problema delle prospettive a lungo termine nella nostra cultura e dei criteri e regole indispensabili affinché siano duraturi.
c) Agire: esigere le necessarie competenze.
Non si tratta solo di acquisire conoscenze, ma anche di ottenere le necessarie com-petenze. Secondo quanto si afferma nell'Agenda 21, la formazione deve in-fluire a cambiare le abitudini di vita dell'uomo riguardo al suo modo di consumare e di produrre. Come hanno dimostrato ricerche empiriche, l'accresciuta cono-scenza ecologica, da sola non è sufficiente a migliorare il comportamento nei con-fronti dell'ambiente. Si dimostra più efficace ricollegare la conoscenza alla sfera personale con le esperienze specifiche, le forme comunicative e le possibilità di azione concreta. La sensibilizzazione verso i problemi della salvaguardia del creato deve mirare a condurre il singolo a far sì che il comportamento ecologico diventi connaturale ad ogni persona. Scopo del lavoro educativo è l'unità tra la conoscenza e la coscienza, tra le preferenze emozionali e le competenze pratiche di azione. Elemento fondamentale per una disposizione ecologica è la partecipazione ai processi politici e sociali di decisione. Si suppongono allora le condizioni per l'impegno civile e sociale: la capacità di motivare alt ri a collaborare, a moderare le discussioni, a cooperare effettivamente con persone diverse, ad appianare i conflitti emergenti, a farsi ascoltare negli ambienti politici, dagli imprenditori e dai media, a trovare sponsor... Una caratteristica essenziale sta anche nel non lasciarsi paralizzare dalla conoscienza della complessità dei problemi, bensì prefiggersi settori concreti e definiti per il proprio impegno. Trasmettere queste nozioni e accompagnare gli interessati nel processo di apprendimento sono condizioni necessarie affinché bambini, giovani e adulti partecipino, secondo le loro possibilità, nel dar vita ad una società impegnata a costruire il futuro.
3. Luoghi per l'educazione alla responsabilità cristiana di fronte al creato
I modi di comportamento ecologico iniziano dalle piccole cose. L'educazione deve perciò iniziare in famiglia. Determinante risulta il modo di fare dei genitori. Il loro comportamento rispettoso e attento nei confronti dell'ambiente é il migliore e maggiormente efficace esempio per i bambini. Gli interrogativi posti ai genitori dai bambini sul loro comportamento nei confronti dell'ambiente rappresentano una sfida. Così il modo di vivere, di nutrisi, di ridurre i rifiuti, di limitare i giocat-toli e il loro uso. Importante è pure la cultura dell'attenzione agli altri, del trovare tempo per loro, la preoccupazione ecologica negli spostamenti, il familiarizzarsi con la natura circostante. Sono tutte condizioni basilari per una educazione attenta all'ambiente. Per favorire e approfondire l'educazione ambientale impartita in famiglia, pos-sono risultare preziosi gli impulsi ecologici offerti dalla vita parrocchiale. L'impegno ambientale può essere sottolineato nelle celebrazioni, durante le feste dell'anno del Signore, nei colloqui, nella preparazione alla Cresima e alla prima comunione. Si tratta di porre il problema ecologico nel contesto di fede vissuta. La preoccupazione deve apparire nel modo di comportarsi della comunità: a d esempio nelle feste parrocchiali o nella sistemazione delle aree comuni. Ognuna di queste situazioni può diventare momento importante di esperienza del creato e per il creato. Anche negli asili infantili è importante iniziare i bambini a rispettare animali e piante, ad amarli trattandoli in modo responsabile. In genere, le esperienze positive con la natura sono più efficaci delle esortazioni moraleggianti. Tuttavia necessitano anche di un approfondimento chiarificatore, ad esempio ricorrendo a giochi bi-blicamente ispirati. Una pedagogia sperimentale fondata sugli elementi fonda-mentali della natura - acqua, terra, aria e fuoco - offre possibilità differenziate per l'educazione ambientale dei piccoli. La naturale gioia dei piccoli nei confronti de-gli elementi del creato è importante per lo sviluppo della loro personalità. Per fa-vorire il processo educativo mirato all'ambiente, è necessario curare i sussidi peda-gogici come pure la formazione permanente del personale. La formazione scolastica è essenziale per uno sviluppo sostenibile. L'impegno principale non consiste nella trasmissione di nuovi concetti: piuttosto si tratta di porre accentuazioni mirate, di collaborazione interdisciplinare, di colle-gamenti tra le diverse nozioni, di competenza nei giudizi e nelle scelte concrete. Una educazione ecologica globale è un principio educativo generale e unitario, presente in ogni disciplina, formativo delle coscienze, tendente all'esperienza e al-l'agire concreto. Per un processo di apprendimento ecologico si rendono necessari anche provvedi-menti organizzativi: ad esempio tempo per attività scolastiche innovative per l'eco-logia, nomina di rappresentanti specifici, ricerca di specialisti e anche una forma-zione permanete degli insegnanti. Ogni materia di insegnamento, secondo le sue possibilità, dovrebbe comportare un contributo a questo scopo. In particolare l'in-segnamento della religione. Nel lavoro giovanil

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