UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Coordinamento ‘Terzo settore – Società civile’- 1998/1999

2 Agosto 1999

soccupazione che veda le diverse realtà presenti interagire comunitariamente... oppure un segno da porre in una realtà di tessuto urbano degradato.) * preparazione comune (ed attiva partecipazione...) alla XLIII Settimana Sociale dei cattolici italiani (Napoli, 16-20 novembre 1999) dal tema "Quale società civile per l'Italia del domani?".
5. La proposta organizzativa Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi del Coordinamento si ipotizza quanto segue:
° conservare il carattere di informalità del coordinamento, continuando a coinvolgere le varie espressioni operanti nella società civile, sia quelle religiose, che quelle di ispirazione cristiana; ° creare alcune occasioni di incontro con esponenti responsabili della CEI per uno scambio ed un confronto su questioni particolari; ° un incontro mensile e due seminari annuali da porre in agenda e a calendario quanto prima; ° assetto "a geometria variabile" del coordinamento, con possibilità di allargamento ad altre realtà a seconda delle tematiche affrontate (scuola, sanità...); ° segreteria ristretta operativa costituita da un rappresentante per tipologia dei soggetti presenti nel coordinamento: associazioni, cooperative, volontariato, soggetti misti... "Non da oggi nelle nostre Chiese è viva la convinzione che 'una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta' (Giovanni Paolo II, Discorso al Congresso nazionale del M.E.I.C. , 16 gennaio 1982, 2). La novità del progetto sta nel mettere esplicitamente a tema questa intenzionalità e nel dare impulso all'opera di evangelizzazione della cultura e di inculturazione della fede. Fede e cultura si richiamano reciprocamente: il Vangelo è fattore essenziale di promozione di espressioni culturali pienamente umane e la cultura è l'ambito attraverso il quale la Parola eterna risuona e si realizza nel tempo"

1. Il cammino di due anni In questi due anni il coordinamento informale di alcune realtà religiose o di ispirazione cristiana operanti, a vario titolo e in diversi settori, nella società civile ha portato avanti un forma di incontro e di reciproca conoscenza; questa si è concretizzata in: * momenti di "monitoraggio" e di "consulenza" a riguardo di alcuni provvedimenti legislativi di comune interesse; * momenti di studio e di approfondimento di problematiche inerenti la società civile (welfare, scuola, fondazioni, lavoro, sussidiarietà...); * occasioni di conoscenza e di confronto tra le diverse iniziative delle varie realtà.
Lo stile di lavoro è stato caratterizzato dall'informalità e dal rispetto reciproci.
2. Alcuni problemi aperti a) la pluralità dei soggetti operanti nella società civile (associazioni; volontariato, cooperative sociali, fondazioni, enti religiosi...) e l'importanza di una valorizzazione di tutti in una prospettiva di complementarietà e di interazione reciproca;
b) rischio di un certo "infeudamento" del terzo settore al potere politico, connesso anche con la questione del reperimento delle risorse economiche e con l'incapacità di darsi un'identità propria o nel proporsi un cammino autonomo;
c) scarsa capacità di elaborare, a partire dalla nostra tradizione, una cultura della cittadinanza sociale che sappia affrontare le sfide e risolverle in una prospettiva cristiana (il contributo dei cristiani al terzo settore) cercando di superare l'eccessiva frammentazione e la spaccatura in schieramenti.
3. Una volontà condivisa Emerge unanime l'esigenza di continuare l'opportunità di questo coordinamento informale con l'obiettivo di: * aumentare, come condizione base per instaurare una maggior fiducia collettiva, la conoscenza reciproca di quanto stanno vivendo le varie organizzazioni a riguardo delle trasformazioni in atto nella società civile; * affrontare una riflessione sulle spinte aggregative che emergono nella società civile per capire che cosa sta capitando e per individuare i nodi relativi al rapporto tra le organizzazioni laicali e la Chiesa sul territorio, sostenendo altresì una ricaduta a livello delle Chiese locali dell'esperienza di coordinamento * approfondire uno sforzo elaborativo a riguardo di alcuni problemi salienti del terzo settore con l'intento di realizzare una presenza più propositiva dei cristiani nella società civile in una chiave di sussidiarietà e di solidarietà.
4. L'ipotesi di un progetto annuale Per quanto riguarda il prossimo anno sociale 1998-1999 si propone di sviluppare i seguenti aspetti: * continuare l'opera di monitoraggio degli aspetti legislativi inerenti diversi ambiti del terzo settore (lavoro, scuola, sanità, assistenza e servizi alla persona, tempo libero, giustizia e mondo penitenziario...) secondo un calendario ed un'agenda da predisporre per tempo; * proporre due momenti formativi specifici (seminari) su aspetti culturali riguardanti la società civile da proporre ai responsabili nazionali delle varie realtà; * individuare una problematica concreta da affrontare "insieme", a partire dalle competenze specifiche di ogni realtà associativa, con l'intento di porre un gesto "simbolico" di presenza comune nella società civile (es. una situazione di di

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