UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Conclusioni del seminario di studio sui percorsi di aggregazione per giovani lavoratori

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27 Ottobre 1998

nuare e svilupparsi quell'opera di sensibilizzazione delle realtà diocesane, di collegamento tra le esperienze in atto, di produzione di strumenti e materiali necessari, che il Gruppo di studio ha realizzato in questi anni.
Il testo integrale delle conclusioni può essere richiesto a unpsl@chiesacattolica.it
don Domenico Sigalini e don Mario Operti
Al termine di questo terzo seminario di Loreto, ci pare opportuno presentare alcune prospettive per continuare la ricerca e la collaborazione, che sarà compito del Gruppo nazionale, costituito tra le due pastorali, portare avanti e sviluppare in vista di altri momenti che facciano crescere questa particolare sensibilità pastorale. 1. Un primo ambito di approfondimento ci pare debba essere quello che riguarda alcuni temi specifici e alcune situazioni proprie che i giovani lavoratori vivono. Dopo aver messo in luce i soggetti a cui intendiamo rivolgerci, i giovani lavoratori e i giovani a bassa scolarità, quelli che abitualmente la pastorale non ha occasione di incrociare, emerge l'esigenza di approfondire alcune situazioni specifiche della loro vita. In particolare emerge l'urgenza di riflettere, in prospettiva pastorale, sulle esperienze di lavoro e non lavoro che i giovani vivono, sulle condizioni stesse del lavoro (qualità, incidenti sul lavoro, rappresentanza...), sulle problematiche connesse con la disoccupazione e l'inoccupazione, sui valori in gioco come la solidarietà e l'impegno in campo sociale e politico. Non si tratta di fare una semplice indagine sociologica, ma di assumere, con una preoccupazione formativa, le situazioni che i giovani vivono nell'intento di offrire loro una chiave di lettura e di responsabilizzazione cristiana e di stimolare le nostre comunità ad un rinnovamento missionario. 2. Una seconda direzione di sviluppo per la nostra collaborazione riguarda la prospettiva del Giubileo del terzo millennio cristiano con particolare attenzione alla Giornata mondiale della Gioventù del 2000. Ci pare importante che, all'interno di quella iniziativa, anche i giovani lavoratori si sentano chiamati e convocati a vivere l'esperienza profonda dell'incontro con Colui che ha avuto come primo riconoscimento pubblico quello di " figlio del carpentiere di Nazareth". 3. Per ultimo pensiamo debba conti

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