UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Cieli nuovi e terra nuova

Schede in preparazione del Giubileo
18 Marzo 1999

IERA Spirito santo, presenza della chiesa che mi attraversi da parte a parte, tu, mia ispirazione, mio fuoco interiore, mio refrigerio e mio respiro. Tu che sei dolce come una sorgente, e bruci come il fuoco. O unione di tutti i contrari, radunaci, fa' l'unità in noi e attorno a noi.
(J. Guitton)

IL LIBRO DELLA BIBBIA "Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono: " Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro". E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate". E Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose"; e soggiunse: "Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci" (Ap 21, 1-5).
PER COMPRENDERE IL TESTO - La tradizione dell'anno giubilare presso il popolo dell'antica Alleanza era un invito ad andare alle origini, un desiderio di ritorno alla purezza originale, come se il tempo che passava segnasse solo l'allontanamento dagli ideali degli inizi. L'anno santo era un invito a tornare là ove il popolo era nato.
- Per il cristiano, invece, l'anno giubilare non è un guardare indietro, non è il ritorno ad una mitica origine, ma uno sguardo in avanti, verso il traguardo a cui siamo incamminati. Il cristiano è in cammino verso una pienezza, dono del Signore.
- Questo ci permette di guardare al nostro impegno con serenità ed operosità. Con serenità perché sappiamo che con Gesù il futuro è già cominciato, e con operosità perché sappiamo che tutto quello che avremo seminato nella povertà e nella precarietà ci verrà donato in pienezza. Per questo il cristiano opera e combatte nella storia, a favore dei poveri e con loro, per costruire un mondo di giustizia, sapendo che anche la più piccola delle realizzazioni che troverà il suo pieno compimento nel ritorno del Signore.
IL LIBRO DELLA VITA - Il cristiano, nel suo cammino di ritorno al Padre, porta con sé ogni fratello e con essi il cosmo intero. Nelle nostre comunità è presente e come la coscienza di questa vocazione cosmica e perciò della necessità di operare perché il mondo si avvicini sempre più al progetto di Dio su di esso?
- Quali segni possiamo porre per alimentare la speranza nel futuro dei poveri?
PER CONTINUARE LA RICERCA "Ignoriamo il tempo in cui avranno fine la terra e l'umanità, e non sappiamo il modo con cui sarà trasformato l'universo. Passa certamente l'aspetto di questo mondo, deformato dal peccato. Sappiamo, però, dalla rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia, e la cui felicità sazierà sovrabbondantemente tutti i desideri di pace che salgono dal cuore degli uomini… Certo, siamo avvertiti che niente giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde se stesso. Tuttavia l'attesa di una nuova terra non deve indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente, dove cresce quel corpo dell'umanità nuova che già riesce a offrire una certa prefigurazione che adombra il mondo nuovo. Pertanto, benché si debba accuratamente distinguere il progresso terreno dallo sviluppo del regno di Cristo, tuttavia nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l'umana società, tale progresso è di grande importanza per il regno di Dio. E infatti, i beni, quali la dignità dell'uomo, la fraternità e la libertà, e cioè tutti i frutti della natura e della nostra operosità, dopo che li avremo diffusi sulla terra nello Spirito del Signore e secondo il suo precetto, li ritroveremo di nuovo, ma purificati da ogni macchia, ma illuminati e trasfigurati, allorquando il Cristo rimetterà al Padre il regno eterno ed universale: "che è regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace". Qui sulla terra il regno è già presente, in mistero; ma con la venuta del Signore giungerà a perfezione" (Gaudium et Spes n. 39).
PER LA NOSTRA PREGH

<