UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Cei: famiglia, fondamento per un vero bene comune, di Luciano Moia

FONTE: Avvenire - 20 giugno 2010 C’ è una bellezza che salverà il mondo. Quella della famiglia che non si stanca di credere al futuro. Che cade, ma vuole imparare a rial­zarsi. Che sbaglia, ma fa tesoro dei propri errori. Che è disorientata, ma si sforza di tentare una sintesi tra i va­lori della tradizione e […]
20 Giugno 2010
FONTE: Avvenire - 20 giugno 2010
 
C’ è una bellezza che salverà il mondo. Quella della famiglia che non si stanca di credere al futuro. Che cade, ma vuole imparare a rial­zarsi. Che sbaglia, ma fa tesoro dei propri errori. Che è disorientata, ma si sforza di tentare una sintesi tra i va­lori della tradizione e le opportunità del presente. Che è ferita, eppure riesce a piegarsi sulle tante fragi­lità che si intrecciano sul suo cammino e che essa stessa talvolta genera. Non è una famiglia ideale, né tanto meno irreale o uto­pica, quella di cui si parla in questi giorni alla 'Setti­mana di formazione' or­ganizzata a Senigallia, nel­le Marche, dagli Uffici nazionali Cei di pa­storale familiare e del Lavoro. Ma è una fa­miglia del tutto normale, ordinaria talvol­ta contraddittoria. Eppure, nel bene e nel male, è proprio questa realtà, ha sottoli­neato il vescovo di Parma Enrico Solmi, neopresidente della commissione episco­pale per la famiglia e la vita, a rappresen­tare un valore sociale insostituibile. Per se­gnare simbolicamente il passaggio dal 'noi della famiglia al noi del bene comune' ­che è poi il titolo dell’incontro - Solmi ha usato l’immagine della porta di casa. Tut­to ciò che avviene all’interno delle pareti domestiche, dalle relazioni coniugali al­l’impegno educativo, è già risorsa fonda­mentale per la società. Ma quando si apre la porta, quel bene si espande, si moltipli­ca, diventa lievito per un pane comune, che rende a tutti la vita migliore.
Le cop­pie cristiane dovrebbe disporre in abbon­danza di quel pane perché, come ha fatto notare il vescovo di Aosta Giuseppe Anfos­si, presidente uscente della stessa Com­missione episcopale, il matrimonio è an­che, e forse soprattutto, 'sacramento so­ciale'. Anfossi ha messo in luce come o­gni dimensione del matrimonio vada ad innestarsi nella vita sociale e diventi fat­tore di civiltà.
Occorre allora ripartire dal­le radici per mettere in luce come il noi della famiglia non possa mai essere con­siderato un fatto irrilevante per la società. 'Affrontare la questione sociale - ha riba­dito don Paolo Gentili, direttore dell’Uffi­cio Cei per la famiglia - non vuol dire ten­tare un cambiamento delle strutture del­la società, ma piuttosto auspicare una profonda conversione del cuore dell’uo­mo che, umanizzando gli ambienti, tra­sformi la società'. Diffi­cile, certo. Eppure, se­condo il sociologo Sergio Belardinelli, qualche se­gnale di cambiamento si coglie.
Si torna per esem­pio a parlare di tradizio­ne senza suscitare le du­re opposizione ideologi­che del passato. Piccoli segnali che potrebbero però indicare un primo mutamento di tendenza. Anche se, sulla strada per accompagnare le famiglie ad assumere la consapevolezza di essere ricchezza socia­le, rimangono ostacoli non irrilevanti. Lo psichiatra Tonino Cantelmi ha puntato il dito contro tre fenomeni amplificati dalla società digitale che sono, a suo parere, al­la base delle crisi interpersonali dei nostri giorni: il narcisismo sostenuto dalla civiltà dell’immagine, il dominio delle emozio­ni, la progressiva perdita dell’identità per­sonale che rende difficile l’assunzione di responsabilità definitive. Eppure, anche per indicare ai 'nativi digitali' la riscoperta della relazione come valore e come risor­sa sociale, esiste una sola strategia, quel­la dell’educazione. Un’urgenza che impo­ne ai genitori uno sguardo più articolato rispetto al passato.
L’educazione al lavo­ro, per esempio, non può prescindere dal­la conciliazione con i tempi della famiglia, come spiegherà oggi l’economista Vera Za­magni. Mentre Francesco Belletti, presi­dente del Forum delle associazioni fami­liari, metterà in collegamento la dimen­sione della socialità con i compiti dell’as­sociazionismo. Impossibile poi escludere dal contesto educativo il grande tema am­bientale, sottolineato ieri dal direttore del­l’Ufficio Cei per il Lavoro, monsignor An­gelo Casile. Oppure quello della giustizia globale, con particolare riferimento al te­ma dell’immigrazione, come farà domani la sociologa Laura Zanfrini.
 
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