UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Capaci di realizzare ogni sorta di lavoro e ideatori di progetti (Es 35, 35)

20 MARZO 2000 GIUBILEO DEGLI ARTIGIANI
2 Agosto 1999

emporanee del mondo del lavoro, il Giubileo sollecita un a nuova cultura della solidarietà e della cooperazione internazionale. Anche l'artigianato è chiamato ad assumersi la responsabilità per un modello di economia a servizio di tutti gli uomini. Non bisogna ricercare solo il proprio benessere, quello della propria famiglia o del gruppo: occorre che vi sia solidarietà anche verso i più poveri, condividendo le ricchezze del primo mondo con i paesi in via di sviluppo, instaurando rapporti di vera giustizia con i partners di altri paesi. Un particolare pensiero di solidarietà va infine alle giovani generazioni. E necessario che gli artigiani abbiano sempre più la possibilità di creare, anche nelle società industrializzate, nuove opportunità di occupazione per i giovani, riscoprendo altresì l'impegno ad essere maestri di lavoro e di vita per i giovani loro affidati, soprattutto i meno privilegiati, che cercano nel lavoro una strada di integrazione sociale. In questo modo la celebrazione del Giubileo sarà davvero un evento di novità e di conversione e offrirà un segno di speranza al mondo intero perché il terzo millennio che si apre sia un tempo di grazia e di fecondità per i cristiani e per ogni uomo e donna di buona volontà.

Il Grande Giubileo celebra i duemila anni della nascita di Gesù Cristo, e prepara l'ingresso dell'umanità nel terzo millennio dell'era cristiana. Non è il semplice ricordo di un fatto passato, ma la memoria viva dell'evento salvifico che ha segnato la storia ed ha trasformato per sempre il modo con cui l'uomo comprende se stesso e la sua avventura nel mondo.
Nella luce del Giubileo, tempo di grazia e di conversione, anche il mondo artigiano si sente chiamato a ripensare il senso del suo lavoro e del suo impegno nella società e a rafforzare e rinnovare la coscienza della sua vocazione nella Chiesa e nel mondo.
1. Giubileo di speranza - I valori del mondo artigiano
Nell'esperienza degli artigiani sono storicamente contenuti valori umani molto importanti che, nonostante difficoltà e contraddizioni, restano ancora oggi presenti e vitali. La struttura del lavoro artigiano, l'impegno che richiede alla persona, la sua capacità di creare bellezza, l'orizzonte familiare e comunitario in cui si esprime, testimoniano quanto la vita dell'artigiano rifletta la concezione del lavoro affermata nella dottrina sociale della Chiesa.
Il lavoro artigianale è in genere eseguito da una famiglia o da una piccola comunità d'impresa, che costituiscono veri e propri spazi di educazione, di trasmissione di tecniche antiche e nuove, di stimolo alle attitudini personali, alla responsabilità partecipata e alla solidarietà. La finalità del lavoro è vicina ai bisogni immediati dell'uomo e la sua struttura non è sottomessa ai tempi, talora astratti, della produzione industriale, né della stretta economia aziendale: nel lavoro artigiano vi è sempre una eccedenza, un "di più" che è la bellezza dell'opera, il sigillo dell'ingegno umano. L'artigiano fa esperienza quotidiana di autonomia e responsabilità verso clienti, collaboratori, comunità locale. Il suo lavoro non è meno pesante di quello dei lavoratori salariati, spesso gli orari di lavoro sono più lunghi e i ritmi stressanti. Ma nell'artigianato la professionalità ridiventa attributo di una persona, torna ad avere i tratti caratteristici di un individuo e di quello soltanto. E, quindi, una forte riaffermazione del ruolo della persona umana, dell'importanza delle singole diversità individuali. Di fatto la storia europea ha reso manifesto lo stretto legame fra le arti, le corporazioni e la nascita dei Comuni, una delle prime strutture democratiche dell'occidente moderno. Un percorso simile è ravvisabile anche fuori dell'Europa, in Asia, Africa e America Latina, dove il senso di libertà e di democrazia crescono di pari passo con la libertà imprenditoriale e l'impegno personale.
Nel Nord del mondo la rivoluzione industriale e lo sviluppo tecnologico hanno portato ad una certa emarginazione del mondo artigiano. Si è fatta strada una nuova concezione del lavoro nella quale dominano la ripetitività, la produttività e il mercato. In tal modo, nella mentalità comune, si è portati a ritenere l'artigianato un elemento folcloristico, da guardare ammirati, ma anche con una certa commiserazione, come qualcosa di sopravvissuto a un'epoca passata. In realtà la teoria della modernizzazione, in cui lo sviluppo veniva fatto coincidere con l'avvento della grande industria, è ormai superata. Oggi è maggiore la consapevolezza della pluralità dei modelli di sviluppo e, più in particolare, della vitalità e dell'importanza delle piccole e piccolissime imprese. Nei sistemi socio-economici "post-fordisti", il lavoro autonomo e l'artigianato riprendono spazio. Nelle politiche volte a creare sviluppo locale e occupazione, la micro-imprenditoria è vista con grande interesse.
Il passaggio all'artigianato rappresenta, inoltre, una forma di riscatto sociale per i lavoratori subalterni, che "mettendosi in proprio" cercano di conseguire una posizione lavorativa e sociale migliore; esso, infatti, è spesso promosso dalle minoranze etniche. In molti paesi in via di sviluppo l'artigianato - con i suoi aspetti e valori caratteristici - coincide con la stessa struttura del lavoro e, in moltissime nazioni, l'esperienza lavorativa fondamentale è tuttora costituita dall'artigianato.
Gli artigiani, con la loro intraprendenza, valorizzano i talenti che a loro sono stati donati, promuovono un'imprenditoria familiare, creano ricchezza e occupazione anche per altri. Consci del dono che possono offrire alla famiglia umana, essi si affacciano al nuovo millennio ricchi di audace speranza, pronti a condividere e a mettere al servizio di tutti la loro esperienza preziosa e originale.

2. Giubileo di fede - Il figlio del Carpentiere è il Redentore dell'uomo
Fedele alla sua missione, la Chiesa crede e proclama che Gesù Cristo "è lo stesso ieri, oggi e nei secoli" (Eb 13, 8). Egli è colui che è venuto nel mondo come Salvatore e sempre si dona agli uomini di ogni tempo come Via, Verità e Vita (Gv 14, 6), come Sapienza, Giustizia, Santificazione e Redenzione (1 Cor 1, 30). Egli è il Redentore dell'uomo, il centro del cosmo e della storia.
"Incontrando Cristo ogni uomo scopre il mistero della propria vita. Gesù è la vera novità che supera ogni attesa dell'umanità e tale rimarrà per sempre, attraverso il succedersi delle epoche storiche. L'incarnazione del Figlio di Dio e la salvezza che egli ha operato con la sua morte e resurrezione sono dunque il vero criterio per giudicare la realtà temporale e ogni progetto che mira a rendere la vita dell'uomo sempre più umana" (Incarnationis Mysterium, 1). "Con la sua Incarnazione, il Figlio di Dio si è unito in qualche modo ad ogni uomo" (Gaudium et spes, 22) e può raggiungere ciascuno in ciò che gli è più familiare e facile da verificare, in ciò che forma la trama della sua vita. Egli che "ha lavorato con mani d'uomo, ha pensato con mente d'uomo, ha agito con volontà d'uomo, ha amato con cuore di uomo" (Gaudium et spes, 22) è il Redentore anche del lavoro quotidiano. Egli che era il Figlio di Dio, per noi si è fatto "il figlio del Carpentiere" (Mt 13, 55).
Questo suo mescolarsi alla vita quotidiana degli uomini fa sì che non ci siano progetto, arte, difficoltà, impegno, relazione con cose e con persone che non abbiano Lui come motivo profondo e definitivo. Quella felicità e quella sicurezza che, attraverso la fatica del lavoro, si ricerca per sé e per la propria famiglia, trovano la loro fonte più autentica in Lui. L'amore al proprio lavoro è, ultimamente, amore a Cristo. Non solo Gesù si è lasciato definire "il Carpentiere" (Mc 6, 3) e il "figlio del Carpentiere" (Mt 13, 55), ma lo stesso Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe è spesso descritto nella Bibbia come un sapiente artigiano. Tutte le cose, secondo il libro della Genesi, sono create da Dio che pensa, plasma, dà vita alle sue opere e, dopo averle compiute, le contempla e le benedice: "Dio vide quanto aveva fatto ed, ecco, era cosa molto buona" (Gn 1, 31). Esiste un'intima sintonia fra il gesto del Creatore e quello dell'artigiano, tanto da rendere quest'ultimo quasi segno e trasparenza del mistero di Dio. Lo sguardo compiacente di Dio per l'opera uscita dalle sue mani si riflette nello sguardo stupito e grato dell'uomo che, plasmato dal Signore come un vaso dal vasaio (cfr. Is 64, 7), si scopre capace di infondere nel suo lavoro una scintilla della bellezza e della bontà divina. L'amore al proprio lavoro è un'eco del mistero di Dio operante nella creazione e una lode per Colui che ha posto il Suo Spirito sapiente nel cuore e nelle mani degli artigiani rendendoli "capaci di realizzare ogni sorta di lavoro e ideatori di progetti" (Es 35, 35).

3. Giubileo di carità - Portare frutti di giustizia e di solidarietà nel mondo
Il Giubileo richiama anzitutto alla conversione del cuore, per confessare che Gesù è il Signore e testimoniare davanti a tutti la vita nuova che Egli ha donato. Questa conversione non resta senza frutti anche nella società. Le origini del Giubileo richiamano insistentemente gli elementi di riconciliazione, giustiz ia, libertà, misericordia e gratuità, radicati nella fede in Dio, signore del mondo e liberatore dell'uomo: "Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia" (Lev 25, 10). "L'anno del Giubileo era pensato per restaurare l'uguaglianza fra i figli d'Israele offrendo nuove possibilità alle famiglie che avevano perso le loro proprietà o addirittura la loro libertà personale" (Tertio Millennio Adveniente, 13). Per rafforzare questa prospettiva, il Giubileo del duemila provoca a rinsaldare il rapporto tra famiglia e lavoro così che l'impegno manuale, tecnico, ideativo possa sostenere l'unità della famiglia, l'amore reciproco, l'educazione dei figli fino a renderli attori responsabili nella società. Le antiche leggi sugli anni sabbatici e i giubilei erano, inoltre, ispirate ad un senso profondo di giustizia. "Giustizia secondo la Legge di Israele consisteva anzitutto nella protezione del più debole... I fondamenti di questa tradizione erano strettamente teologici... a Dio solo come Creatore spetta la signoria su tutta la creazione... Perciò le ricchezze della creazione erano da considerare come un bene comune per l'intera comunità" (Tertio Millennio Adveniente, 13). E perciò necessario che gli Stati facciano scelte a favore delle imprese a livello di famiglia o di piccola comunità. A questo scopo è "indispensabile che si svolga una appropriata politica economica riguardante soprattutto l'istruzione, l'imposizione tributaria, il credito, le assicurazioni sociali". (Mater et Magistra, 75) Il sostegno del lavoro artigiano appare tanto più importante in un periodo nel quale perfino le grandi industrie e la grande economia di mercato cercano nuove flessibilità, creatività e adattabilità, caratteristiche che da sempre animano il lavoro artigiano. Di fronte alle sfide cont

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