UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Assumere le proprie responsabilità per la salvaguardia del creato. Il lavoro dei delegati ecclesiali all’ambiente in Germania

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31 Maggio 2000

ro della Chiesa stessa. Occo rre che i cristiani siano intrisi dal rispetto per tutto ciò che è creato, che sia organico o anorganico. La responsabilità umana per il creato viene plasmata anche dal concetto chiave di 'parsimonia' o, in modo ancor più preciso, dall'obiettivo della 'sostenibilità', che rispetta il diritto alla vita per le generazioni attualmente in vita e per le future. La 'sostenibilità ' è il concetto chiave per uno sviluppo persistente verso una maggiore protezione dell'ambiente e fa parte delle prospettive etiche basilari del cristiano: opzione preferenziale per i poveri, giustizia, solidarietà e sussidiarietà e, appunto, 'sostenibilità'. L'uomo è capace di prendere le dovute distanze dal proprio agire e se necessario di rivederlo. Qui si cela un attributo della libertà cristiana, che permette di affrancarsi dagli automatismi e di promuovere azioni alternative in un'altra ottica di valori. Promossa dalla Chiesa, la protezione dell'ambiente è in grado di sostenere la ricerca della 'sotenibilità' nell'ambito pubblico e di contribuire a che i progetti corrispondenti possano essere realizzati sul proprio terreno ecclesiale.
La salvaguardia del creato è compito di tutti gli uomini di fronte alla crisi ecologica e al grave deterioramento ambientale che ne consegue. Per i cristiani resta una sfida di prim'ordine: la creazione, secondo la Sacra Scrittura, è proprietà divina, affidata all'uomo perché la coltivi e la salvaguardi (cfr. Gen 2,15). Un comportamento riguardoso verso il creato avviene nel rispetto del suo precipuo valore e delle sue peculiarità.
1. Un'azione responsabile da parte delle Chiese
Se le Chiese si riferiscono a questa responsabilità, la loro credibilità dipende principalmente dalla capacità che loro stesse hanno di dare impulsi significativi in questo senso. Solo nella misura in cui le Chiese testimoniano un comportamento responsabile nei confronti del creato le loro aspirazioni otterranno credibilità e la necessaria piattaforma di esperienze per proposte di impegni pratici. La responsabilità per il creato in Germania ha fatto un sicuro balzo in avanti con l'assunzione di "delegati diocesani per l'ambiente", in parte già dieci anni fa, anche se un mandato formale esiste in soli tre quarti delle diocesi. I delegati per l'ambiente si occupano parzialmente anche di altre funzioni. Quelli diocesani hanno alle loro spalle una notevole varietà di cammini formativi e collaborano in apposite comunità di lavoro. Delegati cattolici e protestanti lavorano intensamente tra di loro, a livello sia personale sia di comunità di lavoro.
2. Compiti dei delegati ecclesiali per l'ambiente
I seguenti compiti, che esigono una costante messa a punto, caratterizzano il lavoro dei delegati ecclesiali per l'ambiente: raccolta di informazioni sulla problematica ecologica del Paese e delle regioni e sulle misure previste e realizzate dal Governo; promozione del senso di responsabilità per la natura e l'ambiente nell'ambito della comprensione cristiana del creato e dell'uomo per quanto riguarda: - annuncio: esposti, prediche, materiale di lavoro, colloqui; - liturgia: impu lsi, progetti; - diaconia: azioni pratiche in parrocchie e istituzioni ecclesiali, elaborazione di progetti per determinate istanze, risposte a questioni precise; aggiornamento professionale dei collaboratori pastorali attorno a questioni pratiche legate alla protezione della natura e dell'ambiente (per es. per sagrestani, bidelli, insegnanti di religione, responsabili di scuole di economia domestica, segretari/e). Si tratta di sensibilizzare all'impiego dei prodotti e utensili meno dannosi per l'ambiente, per es. detersivi, prodotti chimici, apparecchi a basso consumo di energia, carta ecc. Il corso di aggiornamento propone idee rispettose dell'ambiente anche per quanto riguarda la pulizia degli stabili, una sana 'ecologia' in ufficio, l'impiego limitato di energia, il contenimento dei rifiuti, modi di coltura alternativi su possedimenti ecclesiali. contatti intensi con altri cristiani impegnati nella salvaguardia del creato, a livello sia locale sia intraecclesiale. consigli pratici ai responsabili delle Chiese, delle istanze relative e delle parrocchie. contatti con istituzioni statali e civili, scuole, centri di formazione, associazioni e gruppi impegnati in questioni ecologiche. Le Chiese possono promuovere iniziative che a livello regionale o istituzionale non sono state ancora ben intraviste. osservazione degli sviluppi nell'ambito della protezione della natura e dell'ambiente, studio della letteratura settoriale, partecipazione a colloqui, elaborazione di prese di posizione.
A volte il lavoro del delegato per l'ambiente è sostenuto da varie istanze a livello diocesano, decanale, di settore pastorale, parrocchiale, ove collaborano esperti in vari ambiti, che si prefiggono di offrire impulsi per il lavoro nelle parrocchie, affinché i fedeli diventino più consapevoli della responsabilità verso il creato. Ecco alcuni esempi del lavoro pratico in parrocchia: realizzazione di una settimana o di una domenica consacrata all'ambiente ("Giornata d el creato") ripresa della tematica del creato e dell'ambiente in asili infantili, pastorale giovanile, formazione degli adulti, insegnamento religioso, preparazione ai sacramenti, funzioni religiose, feste e pellegrinaggi contenimento dei rifiuti e impiego di prodotti riciclati in manifestazioni e feste parrocchiali azioni di 'risparmio di energia' e di 'uso scrupoloso dell'acqua' impiego e vendita di prodotti ecologici e del commercio equo da Paesi in via di sviluppo coltura di biotopi su terreni della Chiesa, misure di protezione degli animali e delle specie animali, coltivazione di arbusti e alberi indigeni, protezione dei biotopi (per es. anche su terreni coltivabili o fruttiferi della Chiesa). In molti casi le parrocchie lavorano a livello ecumenico oppure con organi statali, gruppi locali o associazioni per la protezione della natura.
3. Caratteristiche di un delegato all'ambiente ecclesiale
Chi viene nominato/a delegato/a per l'ambiente di una diocesi o di una conferenza episcopale dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: avere una fede dinamica, aperta alle questioni e alle sfide del nostro tempo possedere conoscenze appropriate in ecologia o una formazione in questo senso (e non essere soltanto simpatizzante) collaborare volentieri e bene con periti in vari ambiti. E' necessaria una grande pazienza per le iniziative previste in questo campo essere disposto a convocare altri collaboratori e collaboratrici a livello regionale e nazionale.
4. La responsabilità per l'ambiente: un compito centrale per i cristiani
La responsabilità per l'ambiente concepita come responsabilità per la creazione di Dio è un compito che i cristiani dovrebbero avere particolarmente a cuore. Essa fa anzi parte dei compiti centrali del cristiano. L'immagine che ci dà la Chiesa della natura, che non è solo risorsa a scopi d'utilità ma anche 'ambiente in cui viviamo' (Mit-welt), dovrebbe caratterizzare il lavo

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