UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Accoglienza e introduzione al Seminario

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23 Giugno 2000

oltiplicare nelle giornate che verranno e negli impegni pastorali futuri. Buon lavoro! All'inizio di questo seminario di studi mi pongo la domanda: è necessario un sesto seminario di studi sull'evangelizzazione dei lavoratori dipendenti? La riposta non può che essere affermativa. Nel mondo d'oggi, per ogni ambiente e per ogni uomo, e quindi anche per i lavoratori, il problema principale è la fede, cioè l'incontro con Dio nella propria esperienza e nella propria vita; ciò non può avvenire se non con una un serio impegno di evangelizzazione. Siamo qui non solo per momenti di studio, di confronto e di scambio di opinioni, ma, particolarmente, per fare noi stessi esperienza di vita nuova nello Spirito; vale a dire lasciarci evangelizzare da Cristo Signore. Ricorda la nota pastorale sul "Rinnovamento della catechesi": "…non si può sempre supporre la fede in chi ascolta. Occorre ridestarla in coloro nei quali è spenta, rinvigorirla in coloro che vivono nell'indifferenza, farla scoprire con impegno personale alle nuove generazioni e continuamente rinnovarla in quelli che la professano senza sufficiente convinzione o la espongono a grave pericolo" (n.25). Facendone esperienza noi stessi, saremo in grado di essere guida per i fratelli lavoratori. Se poi ci avviamo verso la catechesi, che è già un seconda evangelizzazione, sappiamo che questa non consiste tanto trasmettere al catechizzando qualche nozione di Dio o della Chiesa, ma è aiutarlo a fare esperienza di vita cristiana, cioè incontrare Cristo per vivere la nuova vita nello Spirito. Il seminario di studio che abbiamo avviato deve servire, prima di tutto, a evangelizzare noi stessi per ritrovare la capacità di convertire ed evangelizzare anche le nostre Chiese. Se questo è vero per la catechesi e l'evangelizzazione in generale, lo è tanto più per il mondo del lavoro, che, nella vita quotidiana, può incontrare Cristo Signore, già presente nella loro fatica e nel loro impegno. L'esperienza silenziosa fino a circa trenta anni di Gesù a Nazareth, non è un periodo anonimo, ma una eloquente presenza del Figlio di Dio che con il suo lavoro dà ulteriore dignità all'opera della mani di ogni uomo. Il Santo Padre, il 25 di marzo del 2000, celebrerà il Giubileo del lavoro a Nazareth dove il Figlio del carpentiere, ha imparato ed esercitato il mestiere padre putativo. Per ottenere questi obiettivi è necessaria - ed è un cammino da percorrere durante in questi giorni di riflessione - una vera e forte spiritualità. Noi siamo eredi di spiritualità "lenta", statica, formatasi in una società caratterizzata da cambiamenti a lungo periodo. Oggi non è più così; ci troviamo ad affrontare quotidianamente grosse novità. Come vivere una spiritualità nella società della globalizzazione, dell'informatica e della robotica? Come vivere una spiritualità in un cambiamento continuo che è quasi diventato una norma della nostra personale esperienza? Quale spiritualità proporre ad un giovane che inizia il suo cammino lavorativo e che ha dinanzi a sé l'incognita: "Fino a quando farò questo lavoro?". La spiritualità richiede una carica interiore e una chiara visione del progetto di Dio da tradurre nella propria esperienza e nella realtà quotidiana della vita lavorativa. Sono sempre più convinto che il cammino dell'evangelizzazione e della spiritualità deve conformarsi sempre più col il cammino catecumenale; un cammino esperienziale, compiuto senza fretta e che parte dalla vita concreta del lavoratore. Questo itinerario, che cambia la mente e il cuore, porta a comprendere qual è il senso della propria esperienza e della propria vita, stimola ad amarla, e spinge ad incontrare Cristo nella fatica quotidiana nella certezza che il Signore è già con ogni uomo. Un simile percorso appare oggi necessario non solo per la pastorale del lavoro, ma per la pastorale "tout court", in modo da essere una trasmissione concreta della vita di Cristo e non solo dei suoi insegnamenti. Ci auguriamo che questi giorni si chiariscano in una forte esperienza di spiritualità da vivere in comunione e da m

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