UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Giornata Solidarietà 2010

Il lavoro tra precarietà, qualità della vita e spiritualità
22 gennaio 2010
Il lavoro tra precarietà, qualità della vita e spiritualità
Introduzione
Buona parte degli aumenti di occupazione registrati in Italia, prima della recente crisi, sono avvenuti sotto forma di lavoro precario. I due maggiori provvedimenti legislativiin materia di lavoro degli ultimi 25 anni (il “pacchetto Treu” e la “Legge Biagi”), hanno favorito la proliferazione dei cosiddetti contratti di lavoro “atipici” (contratti a termine, lavoro interinale, contratti di somministrazione e “a chiamata”, co.co.co., contratti a progetto, varie forme di contratti misti di formazione e lavoro e di lavoro occasionale) che hanno incoraggiato il lavoro precario, creando qualche problema in tema di sicurezza del lavoro, orario di lavoro, retribuzione attuale e differita (trattamento di fine rapporto di lavoro e pensionistico), valorizzazione della professionalità, ambiente di lavoro, tutela normativa e contrattuale.

Ne hanno sofferto in particolare i giovani, le donne, i lavoratori meno istruiti e/o qualificati, i lavoratori residenti in mercati del lavoro locali con una presenza rilevantee prevalente di posti di lavoro “cattivi”, cioè con qualità del lavoro insoddisfacente per i lavoratori. La recente crisi economica e occupazionale, tuttora in corso, ha aumentato il peso del lavoro precario sull’occupazione complessiva in tutta Italia, anche nell’area metropolitana milanese.
La precarietà del lavoro, rispondente in parte alle esigenze di flessibilità dal punto di vista dei datori di lavoro, ha significato occupazione in posti di lavoro a condizioni “cattive”, quindi non rispondenti alle esigenze di flessibilità e “ben-essere” dei lavoratori e dei loro familiari.
Come ha insegnato una recente ricerca comparativa promossa dalla Commissione Europea, a cui il Ceres di Roma (presieduto da Luigi Frey) ha partecipato per l’Italia, la precarietà dell’occupazione deve e può essere superata attraverso adeguate politiche dell’occupazione e del lavoro da adottarsi, specialmente in questi anni, in tutti i Paesi europei.Tali politiche, che per l’Italia appaiono particolarmente urgenti, richiedono innovazioni normative e contrattuali incisive sia a livello nazionale che locale, in una prospettiva di solidarietà e coesione sociale.
Sulla base della recente Enciclica “Caritas in veritate” di Papa Benedetto XVI, tali politiche appaiono particolarmente importanti e urgenti, in una prospettiva di “solidarietà universale”, per salvaguardare e valorizzare l’uomo nella sua integrità:“L’uomo è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economica e sociale”.
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