UFFICIO NAZIONALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Giornata Solidarietà 2004

Le politiche dello sviluppo nella società della conoscenza
13 ottobre 2008
Le politiche dello sviluppo nella società della conoscenza
 
 
Introduzione
Negli ultimi anni, in occasione della Giornata della Solidarietà, abbiamo via via percorso strade che s’incrociavano seguendo una loro logica. L’elenco dei temi ci aiuta a capire: La questione Lavoro (96), Crisi di senso e di occupazione (97), Il Bene comune (98), Solidarietà intergenerazionale (99), Sviluppo umano (2000), Il Beneessere (2001), Flessibilità e precarietà (2002), Formazione e lavoro nella società della conoscenza (2003). E questi temi sono sempre stati coniugati con “Solidarietà e…”.
 
L‘anno scorso, introducendo il tema, dicevamo: “Ogni volta, di fronte al nuovo, alla difficoltà, alla paura o all’insicurezza si invoca, in termini diversi, la stessa cosa: la formazione per una creatività, la capacità ad affrontare i cambiamenti sapendoli padroneggiare, la competenza che mettesse al riparo dalla esclusione sociale”.
Quest’anno riprendiamo lo stesso tema, letto però dalla parte delle politiche economico-sociali per una “società della conoscenza” che diventi concreta prospettiva di lavoro. Molto poco, infatti, si investe in formazione sia da parte delle Istituzioni che da parte delle aziende in una progettualità in cui il lavoratore debba essere la risorsa fondamentale. Non si investe e non sembra esista una inversione di tendenza. Di fatto, pur nella difficoltà del cambiamento, si stanno soprattutto valorizzando la flessibilità e la precarietà del posto e del salario di fronte alle sfide e alle prospettive del mercato.
L'economia della conoscenza e il capitale sociale, così come vengono riletti oggi, sono termini relativa-mente nuovi per gli economisti, mentre si sta sviluppando una trasformazione globale della realtà economica.
 
In questi ultimi tempi si è parlato via via della:
- società dell'informazione. Essa richiama principalmente l'enorme proliferazione di informazioni messe a disposizione dallo sfruttamento della micro-elettronica e le prime potenziali implicazioni di tale situazione sia dal lato sociale che economico.
- società dell’apprendimento. Essa enfatizza che l’apprendimento dovrebbe essere un’attività continua capace di immettere nella “società della conoscenza”.
- società della conoscenza. Viene proposta una visione di cambiamenti strutturali di lungo periodo in campo economico.
In tal modo si fa sempre più strada la convinzione che la conoscenza, prodotta, disseminata e utilizzata, avrà un ruolo preminente come risorsa per la creazione e l’utilizzo della ricchezza. 
 
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